La più grande differenza…

La più grande differenza che c’è tra vivere e morire sta nel respirare.
Detto così potrebbe sembrare anche banale ma… niente è mai così com’è!
La discrepanza sta proprio nel respiro in sé.
L’aria la prendi da fuori e poi la porti dentro.
Ma se non riesci a tirar fuori l’ossigeno che ti arriva ai polmoni, poi che fai? Soffochi, implodi e finisci.

La più grande differenza che c’è tra la filosofia orientale e quella occidentale è proprio questa.
Gli occidentali hanno un’accezione negativa del dolore.
Prendono fuori e portano dentro, poi cercano il vaccino per superare ogni malore.
Gli orientali invece non hanno paura di restare in apnea e alla fine portano fuori quello che hanno dentro.
E se c’è un male, comunque, lo fanno evaporare altrove, senza condensarlo o somatizzarlo.
Già, per loro anche il dolore ha un valore positivo, in quanto parte integrante del cammino che abbiamo scelto prima ancora di nascere.

La più grande differenza che c’è tra vivere e morire sta proprio nel tempo che poi scegliamo di trovare.
Perché è lui che domina il momento del QUI ED ORA, che ci fa evolvere o fermare.
Ma solo noi possiamo scegliere come viverlo.
Solo noi possiamo orientare il vento che spinge la nostra vela verso il tramonto o verso il destino.

Siamo le persone che frequentiamo di più.
Siamo i vizi che ci radicano a terra.
Siamo il coraggio che prendiamo per mano.
Siamo l’alibi che peschiamo dal mazzo delle paure.
Siamo la strada che vogliamo percorrere.
Siamo gli incroci dove vogliamo fermarci.
Siamo il profumo che vogliamo emanare.
Siamo le cose che vogliamo nascondere.
Siamo tutto quello che non sappiamo.
Ma sappiamo di ESSERE tutto quello che ancora non siamo.

Siamo la differenza tra vivere o morire.
E non è un caso che qualsiasi neonato nasca con un pianto.
POSSIAMO SCEGLIERE COSA CONDIVIDERE IN QUEST’UNICA VITA:
l’amore, il lamento, l’onore o il rimpianto.

A te la scelta.