Afterhours Gubbio Musica

Afterhours: 30 e lode al Gubbio Doc fest


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Recensione e video del concerto degli Afterhours andati in scena a Gubbio in Piazza Grande sabato 5 agosto per GUBBIO DOC FEST 2017

30 anni di Afterhours, 30 anni di storie, di emozioni struggenti e di sensazioni radicate lì, nel profondo dell’anima.
STRATEGIE, il concerto non poteva che iniziare così.
Come quel risveglio dal sogno che forse uccide, ma mai tradisce
Ed è nel gusto perverso di questi GERMI che Piazza Grande ha accolto Manuel Agnelli e gli Afterhours nell’edizione 2017 del Gubbio Doc Fest.
Senza freni e senza limiti, senza regole e senza pregiudizi.
Con l’energia di quel RAPACE che caccia la preda, avvolgendola nel ventre tenero della sicurezza, nell’inganno di un MALE DI MIELE.
Vivere per non farsi male, poter vedere com’è non morire e non sentire, cambiare idea.
SANGUE DI GIUDA si presenta così, come il tradimento di un’intenzione perché, in fondo, tu vuoi far qualcosa che serva e farlo prima che il tuo amore si perda in un PAESE REALE, che non sia come l’illusione di RIPRENDERE BERLINO.
D’altronde… non sarebbe bello venire ad incontrarti, senza aver paura di non ritrovarci mai?
I testi di Manuel Agnelli graffiano le radici.
Destabilizzano… inseminano domande che poi crescono a poco a poco dentro…
Come un sogno che si appiccica come colla nell’anima… come PADANIA.
Ed è GRANDE il vuoto che si crea.
Fa male, è vero…
Ma al tempo stesso ci rende più sinceri, più onesti con noi stessi.
Con la Luna che splende su Gubbio viene naturale scommettere.
Lo so, ci vuole coraggio nel farlo ma, del resto, solo un vigliacco ritratta una promessa mai fatta.

E mentre l’emozione si culla nel dolore, tutto si ferma con NON VOGLIO RITROVARE IL TUO NOME.
Un uomo può distinguersi da un’ombra, se cerca di esser sempre causa di quel che gli accadrà.
Vero, tremendamente vero…
Parole urlate al vento che cancellano ogni alibi…
Parole che risuonano istantaneamente in OGGI: puoi guidare senza meta e capire che c’è un tempo in noi ed è questo, se vuoi…

Sapete cosa penso? La verità è una perversione. Non la dice più nessuno ormai.
NÈ PANI, NÈ PESCI.
Abbracciati in quel che hai perché…
Tu vuoi sia magica la tua libertà, mentre io mi eccito a dir la verità.

Già, la verità.
L’ODORE DELLA GIACCA DI MIO PADRE è una confessione intima che lascia scivolare chi non si aggrappa più.
Perché IL MIO POPOLO SI FA. E si ipnotizza nel web, in quel consenso privo di valori e di significato…
Dove c’è chi professa il culto della sfiga, anziché della sfida!
COSTRUIRE PER DISTRUGGERE: hanno ragione loro: sarà bellissimo far parte della gente senza appartenere a niente.
Riflessioni che trovano un fil rouge in TUTTO A DOMANI…
Se questo il tempo che si ha, mettiamo una distanza.

Poi una pausa. E il concerto riprende il viaggio, guidato da quell’autista che ha una sola mano.
BALLATA PER PICCOLE IENE ci ricorda ancora una volta che anche il Sole sorge solo se conviene
Siamo vivi per usarci, LA SOTTILE LINEA BIANCA sputa la sincerità senza togliere quel finale che fa male, quello cantato in coro in VOGLIO LA PELLE SPLENDIDA.

È LA FINE PIÙ IMPORTANTE… nella VERITÀ CHE RICORDAVO. Forse quella detta in 1.9.9.6. o forse quella affascinante, immacolata, di BIANCA… perché se c’è qualcosa che è immorale, appunto, è la banalità.

BUNGEE JUMPING invece ci insegna che, quando si è nell’aria, è troppo tardi per cambiare idea.
Ma… NIENTE È PER SEMPRE nemmeno QUELLO CHE NON C’È.

Tutto può trasformarsi dentro la PELLE.
Soprattutto quando riesci a distinguere quel congegno che si spegne da sè.
Che ti fa sentire i brividi e suicidare i pensieri.
Come quelli suonati e cantati ne LA SINFONIA DEI TOPI.
Già, c’è chi vuole insegnarti che a soffrire si migliora

Ma chi l’ha detto?
A soffrire, si soffre e basta.

BYE BYE BOMBAY ha chiuso il cerchio, come un cuore nero e morto che mi sputa una poesia.
La stessa che, questa notte, mi ha dipinto addosso 30 anni di vita, speranze, sogni e nostalgia.

Ma… io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va, come la mia verità…

Se fossi stato un giudice.
Se fossi stato un professore… il mio voto all’organizzazione, al pubblico, al GUBBIO DOC FEST e agli AFTERHOURS, non poteva che essere 30… e lode!

Afterhours - Gubbio Doc Fest 2017

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