De André canta De André 2 Musica

CRISTIANO CANTA FABRIZIO, De Andrè incanta il Lyrick di Assisi


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Recensione del concerto di Cristiano De André al Teatro Lyrick di Assisi per una data del tour “De André canta De André“, promosso dall’Associazione Umbra Canzone e Musica d’Autore

Cristiano De André, personaggio complesso e musicista straordinario, erede di un cognome tanto importante quanto ingombrante, porta ad Assisi il suo tour “De André canta De André“, venerdì 28 aprile 2017.

Tra ricordi e suggestioni, complici anche un timbro di voce ed un profilo che con il passare del tempo si fanno sempre più simili a quelli di Faber, scivolano via due ore di grande musica e testi eterni, “tachipirina per l’anima”, come dice Cristiano stesso ad inizio concerto.

Non è facile essere -il figlio di-. Non è affatto  scontato dover partire da un -siete venuti qui per Lui- e trasformarlo in un -siete rimasti qui per Me-. Eppure è così.

La nostalgia di Fabrizio trova sollievo nell’interpretazione, negli arrangiamenti, nella sorprendente abilità musicale del figlio maggiore, che per l’intero concerto si destreggia abilmente tra chitarre, pianoforte, violino ed il bouzouki (strumento greco simile al mandolino, che lo accompagna nell’esecuzione di alcuni brani in dialetto genovese).

La scaletta è ricca: ci sono tra le altre Dolcenera, Don Raffaè, Crêuza de mä. Ci sono Il bombarolo, Il testamento di Tito, Una storia Sbagliata (dedicata a Pasolini).

Come oratore è un po’ impacciato, ma è la musica a compensare quello che le parole lasciano a metà.

La versione solenne e sofferta de La guerra di Piero, eseguita in una penombra che gli nasconde il volto, sembra voler suggerire ancora una volta al pubblico l’illusione del ritorno del grande Faber.

C’è spazio per Quello che non ho e per Fiume Sand Creek, prima della chiusura del concerto e del bis, in cui spicca una rockeggiante interpretazione de Il pescatore (dove Cristiano dimostra ancora una volta la sua considerevole abilità come violinista). Ma non basta; dopo i calorosi ringraziamenti, gli inchini e gli applausi, c’è posto per un bis del bis ed un’emozionante esecuzione piano-voce de La canzone dell’amore perduto.

Grazie Fabrizio.

Ma soprattutto grazie Cristiano.

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