Malika Ayane: “Ricomincio da qui”… i miei “Grovigli”

Recensione del Concerto di Malika Ayane a Villa Fidelia, Spello 24 agosto 2010

La prima volta che l’ascoltai nell’interpretazione di “Come Foglie” in occasione di Sanremo 2009 rimasi letteralmente senza parole: sto parlando ovviamente di Malika Ayane, sulle note scritte per lei da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Sul famoso palco dell’Ariston, una ragazza minuta dai grandi occhi scuri disegnava in aria con le proprie mani “forme” “grovigli” con estrema eleganza e raffinatezza.

Dotata di una voce particolarissima, arancione come l’ha definita il maestro Paolo Conte (che tra l’altro le ha scritto una canzone, Fandango): “Il colore di questa voce è un arancione scuro che sa di spezia amara e rara” ha allietato il numeroso pubblico accorso in quel di Spello lo scorso 24 agosto.

Malika Ayane, classe 1984 padre marocchino, un figlio sulle spalle, cresciuta a Milano zona Via Padova, quartiere difficile oggi, ma dove puoi assaporare veramente i profumi di ogni dove e cultura, fa letteralmente faville sul palcoscenico che riesce a trasformare la timidezza del personaggio in esperta, sapiente e coinvolgente star, mai scontata.

Da Sospesa passando per Feeling Better al già citato Come Foglie ai pezzi dell’ultimo album Grovigli, Malika nella sua interpretazione live ha messo tutta l’energia e l’ecletticità cercando un continuo connubio col pubblico.

Di Grovigli ricordiamo il brano “Ricomincio da qui”, vincitore del Premio della Critica Mia Martini al Festival di Sanremo 2010, e “La prima cosa bella”,  (cover del pezzo di Nicola Di Bari) colonna sonora dell’omonimo film di Virzì che tenterà di scalare la vetta degli Oscar come miglior film straniero. 

Grovigli vanta la partecipazione tra l’altro di artisti del calibro di Paolo Conte, Pacifico, Cesare Cremonini e Giuliano Sangiorgi.

Veramente inattese le cover su Bob Dylan e Frank Sinatra; come d’altronde il cimentarsi al violoncello, carezzato e pizzicato abilmente da quelle stesse mani che sono solite accompagnare la voce. Al termine del concerto dopo circa un’ora e mezza senti di aver partecipato davvero a qualcosa di speciale, se anche la luna, piena, è lì a godersi lo spettacolo.

…È passato del tempo da quel 24 agosto e adesso la nostra è nuovamente in tour indoor dopo il grande successo di quello estivo. Per Malika Ayane parlano i numeri:

Ricomincio da qui disco di platino.
Lo scorso settembre, la cantante ha ricevuto una nomination agli MTV Europe Music Awards.Ad ottobre viene pubblicata la Special tour edition dell’album Grovigli, contenente anche l’inedito Il giorno in più, inserito nella colonna sonora dell’omonimo film di Fabio Volo.

Davvero niente male per la ragazzina che nel 1995 entra nel coro di voci bianche del Teatro alla Scala nel quale resta fino al 2001 cantando spesso da solista, soprattutto nei repertori contemporanei.

In poche parole talento puro anche se recentemente ha risposto così a chi le chiedeva cosa significasse per lei il Talento:

Secondo me il talento è innato e poi viene coltivato per essere riconosciuto e per farlo continuare a brillare. È come una bella cristalleria, se viene sepolta dalla polvere non può più essere visibile. È necessario quindi rispolverarla per far emergere la sua bellezza… Talento vuol dire  audacia, incoscienza, perseveranza, umiltà… penso all’indole del guerriero. Non ho mai dubitato delle mie scelte, anche se ho sempre avuto paura di ogni passo che ho fatto perché i risultati si raccolgono lentamente in questo campo come un po’ in tutti gli altri, ma soprattutto penso che non avere dei dubbi voglia dire sbagliare. “

Parafrasando le sue parole siamo certi di non sbagliare dicendo che il panorama italiano musicale ha un pezzo in più di cristalleria pregiata. Il suo nome Malika Ayane.

di Pino Minelli – Galleria Fotografica di Rossano Donati

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