INTERVISTA AI NEGRITA – (01-07-2009) | Helldorado tour

2001 e la mente torna lì, in un locale di Perugia. Radio Zombie suona nell’aria e Pau e gli altri sono in tour. Musica, parole e in un momento cambia tutto: parte il riff di “Bambole”. “Mentre le ideologie si estinguono e le coscienze si disperdono, insieme ai muri crollano, le verità di comodo…” Ero in fondo al locale, ma mi è bastato ascoltare il primo verso della canzone per trasformarmi. Avevo 21 anni. Come il più accanito dei fan mi catapultai in mezzo alla mischia. Fra spintoni e “pogate”, mi ritrovai lì, a meno di un metro da Pau.

“Good times, bad times…

Good times… bad times”

Carico di adrenalina, allungai la mano e trovai la sua. Pau finì la canzone cantando con me. Sembravo drogato di Negrita e provai la mia prima vera “Gioia Infinita”. 2009, Villa Fidelia – Spello. Helldorado tour, la musica è cambiata… L’adrenalina no, sensazioni che solo la pelle può capire. Il concerto fila via liscio sotto le stelle e mentre qualche spettatore esce di scena, Pau e Drigo tornano sui loro passi e concedono ai fan “irriducibili” il bis finale: “Magnolia”. In mezzo c’è tutto: certe emozioni sono come il fil rouge: intense, personali. Dici Negrita e pensi al Rock, ma che parole ragazzi… Pau risponde alle nostre domande con il piglio di chi il Rock lo vive davvero, ma con la semplicità e l’entusiasmo di chi fa il lavoro che ama. I Negrita ci piacciono anche per questo…

 Quand’è stata la prima gioia infinita dei Negrita?

«Essersi conosciuti e aver fatto la band! Abbiamo cominciato a suonare negli anni ’80 in un momento di particolare difficoltà. Arezzo, la nostra città, non offriva granché. All’epoca poi c’erano pochi musicisti in circolazione ma, nonostante abbiamo cambiato molti componenti, alla fine ce l’abbiamo fatta… Dopo questa, sono susseguite altre grandi gioie fino ad arrivare a quest’ultimo pezzo. È un successo strepitoso quanto inaspettato; la radio la suona in continuazione e ad ogni concerto è acclamata come fosse una  vera… Gioia Infinita

Il vostro sound si è evoluto, modificato. Per chi vi segue dall’inizio, molto è cambiato, tranne i Negrita…

«Penso che l’attitudine di questo gruppo sia sempre la stessa. Ovvio, da quando abbiamo cominciato fino ad oggi la nostra musica è cambiata e si è evoluta insieme a noi. Abbiamo fatto così tante esperienze che non cambiare sarebbe stato addirittura dannoso, un temporale di tristezza. Affrontiamo la musica a modo nostro, cercando sempre innovazione. Il rinnovamento si vede di disco in disco però… I Negrita sono sempre gli stessi. Non ricalchiamo i nostri passi ma camminiamo lungo un percorso, la nostra strada. Se l’ascoltatore non capisce questo, non ha capito la nostra band».

Molte delle vostre canzoni sono poesie che vibrano nell’aria. Toglimi una curiosità, che rumore ha la felicità?

«La felicità è soggettiva e non penso che la risposta si possa racchiudere in un’intervista. Credo che per ognuno di noi sia una sensazione diversa, un’emozione particolare. In questa canzone non c’è il rumore ma un invito a chiunque nel trovarlo, nella propria vita, nelle proprie esperienze. La felicità è la benzina che ci serve per andare avanti, giorno per giorno».

“Godo come un matto ogni volta che la canto!” Nell’ultimo concerto ti ho sentito dire questa frase riguardo ad una canzone che non cantavi da anni: Cambio…  Allora è questa la canzone che non vi stancherete mai di suonare…

«Sì. Per un milione di motivi. È stato il nostro primo singolo e ci ha dato tanta visibilità. Ha un tessuto che per noi è diventato sostanza ed è facilissima da suonare, ormai ci viene fuori dalle mani come fosse un respiro, una cosa naturale. Per non parlare della tematica, evergreen, purtroppo. Scritta più di quindici anni fa nel ‘94, parlava di mal governo, mala politica… Cos’è cambiato? Nulla, se non la voglia di cambiare».

Quali sono i vostri progetti futuri a breve termine?

«Ora siamo in una vera propria full immersion: la tournèè. Questa è stata un’estate di fuoco. Siamo partiti da fine giugno e quando finiremo marcheremo quaranta date. Siamo così impegnati che riusciamo a mala pena a vedere le nostre famiglie. In quegli istanti di libertà la testa va oltre ed è proiettata al futuro, al prossimo album. Ma ora non c’è spazio per le idee! Faremo qualche giorno di vacanza e poi pronti per Los Angeles».

 …Los Angeles?

«Andremo a suonare là. Poi “rotoleremo” verso l’America del Sud, Messico, Argentina… Senza fermarci mai: i Negrita sono un percorso, non ricalcano gli stessi passi». 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.