Sergio Menghini, Libro La Mer

“LA MER” di Sergio Menghini

Nella splendida cornice della sala consiliare della provincia di Perugia Sergio Menghini, personaggio conosciutissimo da oltre 30 anni nell’ambiente musicale e radiofonico, ha messo da parte la sua veste di Art-Director di Radio Subasio presentando la sua prima fatica da scrittore: “La mer”, un romanzo che si fa leggere tutta d’un fiato: puro, semplice ed “intenso”, per usare un termine a lui molto caro.

Questa sua opera prima è stata impreziosita dalla prefazione di (udite, udite!) Roberto Vecchioni, che anche in nome della grande amicizia che lo lega a Sergio, è venuto a presentarlo di persona. Leggendo la prefazione salta agli occhi e al cuore che il loro affetto è sincero è profondo come solo potrebbe esserlo quello tra due amici veri, uniti dalla musica e da una trentennale amicizia.

Le parole di Vecchioni sono di una tale dolcezza che viene d’istinto chiedersi cosa ci sarà dentro questo romanzo per meritare tanto calore, fornendo altresì una chiave di lettura che potrebbe non essere subito percepita introducendo al “core” del romanzo.

“La Mer” di Sergio altro non è che il mare dei sentimenti umani, i quali sono come le onde: tante, diverse, piccole o grandi, ma che dello stesso insieme fanno parte e nello stesso “Tutto” si rovesciano.

Non staremo a sottilizzare su tecnica, trama o canovaccio, questo è un romanzo godibile proprio perché semplice nella sua narrazione e poco importa se la successione degli eventi può sembrare caotica o quasi nevrotica: il tutto è parte della personalità dello scrittore ormai senza più filtri, libera di fluire riflettendosi in ogni riga di questo scritto, senza stare a guardare chi sia “Roberto o Sandra o Nonna Peppa”, protagonisti del libro. L’importante, per Sergio, è dare e ricevere amore senza risparmiarsi e senza compromessi.

Ecco, l’amore ed i sentimenti, qualunque essi siano e verso chiunque possano essere rivolti, sono sempre degni di essere vissuti… riappropriarsene senza paure è il messaggio che alla fine il nostro autore vuole mandare.

Vecchioni nella prefazione scrive che questo romanzo dovrebbe essere letto dai giovani per la sua intensità ed importanza dei sentimenti contenuti (a mo’ di esempio), io invece lo consiglio anche ai trentenni e agli “…antenni” perché, come ci insegna Sergio Menghini in questo libro, non è mai troppo tardi per amare o ritrovarsi e ricominciare da capo.

Ambientato tra l’Umbria, Parigi, Venezia, New York, Londra, La mer è il racconto di una rinascita.

Roberto è un giovane giornalista che si occupa di cinema, ma sta vivendo un momento di delusione sentimentale. Dopo la rottura con la donna della sua vita, va a trovare la madre a Venezia, dove avrà importanti rivelazioni che lo aiuteranno a ripensare il suo presente.

A New York conosce poi Sandra, una ragazza inglese con la quale pensa di poter costruire un rapporto sincero… ma si tratta solo di una breve illusione. Nel suo peregrinare per l’Europa conosce altre persone, con situazioni molto diverse dalla sua, che tuttavia lo fanno riflettere molto e gli fanno comprendere che si può sempre ricominciare, anche quando sembra di aver perduto tutto.

 

 

INTERVISTA A SERGIO MENGHINI

Caro Sergio, visto che ci conosciamo bene, ci diamo del tu in questa intervista… dicci chi sei…

«Mi chiamo Sergio Menghini, sono nato a Foligno in pieno centro (ci tengo molto a sottolinearlo) il 30 Gennaio 1950 durante una fredda mattina di Inverno».

Hai un forte legame con la tua città…?

«Molto forte ed aperto, tanto da coinvolgere ad un certo punto anche la mia professione».

Vuoi spiegare ai nostri lettori di cosa ti occupi nella vita?

«Dal 1973 al 2002 sono stato seduto al tavolo di un ente pubblico, ma la mia attuale occupazione nasce nel 1976 portata avanti in parallelo a quella che svolgevo: sono il direttore artistico della più importante radio del centro Italia, ovvero Radio Subasio (1.800.000 ascolti – fonti Auditel, ndr)».

Di che cosa si occupa un art-director all’interno di una radio?

«Si occupa dei contatti con le case discografiche e della relativa scelta dei brani da mandare in onda, quindi dei rapporti con gli artisti e della eventuale organizzazione degli eventi musicali associati a Radio Subasio».

Vuoi raccontarci i tuoi esordi di speaker radiofonico?

«È poetico ricordare gli inizi di Radio Subasio, nata nel garage di casa dei proprietari. Il mio esordio al microfono è avvenuto il 26 settembre 1976 alle ore 18.30, in un programma che si occupava di cinema e musica da colonna sonora. In breve tempo la trasmissione ebbe successo, raddoppiando la durata con collocazione bisettimanale. La trasmissione che ricordo con maggior affetto è “Il notturno”, programma che conducevo tre volte alla settimana al cui interno c’era lo spazio storico di “Per un’ora d’amore”».

Come è cambiata la radio dagli esordi a quella di oggi, ma soprattutto qual è stata la vera mutazione?

«Il punto principale è che all’epoca non c’era una scaletta organizzata, ma solo delle indicazioni dei brani da mandare. Era discrezione dello speaker organizzare un palinsesto musicale consono alle aspettative del pubblico, sempre più esigente ed in crescita nel corso degli anni. Attualmente lo speaker non aggiunge niente di suo, ma si limita ad accompagnare con la propria verve e fantasia il palinsesto preordinato dalla direzione artistica. Mi ricordo che ai miei tempi il vinile la faceva da padrone, le case discografiche ci mandavano, o le andavamo a prendere, (ride sotto i baffi, ndr) le novità, ed il sapore del mestiere era completamente diverso. Oggi la digitalizzazione ha tolto la poesia derivante dalla messa in onda di un pezzo mixato con quello successivo e a volte anche il gracchiare della puntina sul vinile aveva quel non so che di romantico ed artigianale allo stesso tempo».

Mi dicono che sei il decano dei direttori artistici radiofonici italiani… è vero o è solo una cattiveria…?

«La considero una nota di prestigio. Non ho mai cambiato radio in 34 anni; questo lungo arco di tempo mi ha permesso di stringere rapporti personali nell’ambito musicale ed artistico molto importanti per la mia persona, oltre che per la mia professione e ci tengo a precisarlo. A tal proposito ricordo che sono ormai tre anni che la A.I.S.M. (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) mi affida l’organizzazione e la conduzione al teatro sociale di Como di un evento musicale che si dipana in 2/3 serate, al quale partecipano i big della musica leggera italiana».

Hai qualche rimpianto nella tua carriera?

«C’è stato un periodo della mia vita in cui in due diversi momenti, due radio importanti mi hanno contattato con offerte economiche anche importanti; non andai per motivi strettamente personali ed anche perché preferii privilegiare i miei sentimenti verso Radio Subasio, piuttosto che trovarmi in una struttura che non avrei potuto chiamare “casa”».

Come ti vedi tra 20 anni?

«Esattamente come sono oggi: un perverso entusiasta della vita e di tutto ciò che deriva dai sentimenti veri».

So della tua seconda vita professionale, che è quella dello scrittore. Il tuo primo libro “La mer” (di cui scriviamo di seguito) è già uscito… ci sono altri prodotti letterari in cantiere per te?

«Tenterò di scrivere la sceneggiatura di un film tratto da “La mer” e nel mio PC c’è già un secondo libro iniziato da 4 anni ma che per il momento, uso una scusa quasi patetica, non trova la via di essere finito».

 

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