Giorgio Tirabassi Spettacolo

COATTO UNICO SENZA INTERVALLO intervista a Giorgio Tirabassi


COATTO UNICO SENZA INTERVALLO

Intervista a Giorgio Tirabassi

Giorgio Tirabassi, poliedrico attore e regista, porterà sabato 16 gennaio al teatro Esperia il suo “Coatto unico senza intervallo”, spettacolo già conosciuto e rappresentato anni fa, inizialmente in contesti particolari come il carcere di Rebibbia.

Il successo della rappresentazione e l’attualità dei temi trattati hanno fatto sì che Tirabassi scegliesse di ri-adattare e riproporre questo spettacolo nei teatri a distanza di anni, con i dovuti aggiustamenti, ed è proprio lui a spiegarci il senso dello spettacolo e il perché di questa scelta.

Perché ha scelto di riportare in scena questo spettacolo?

Questo spettacolo è nato 20 anni fa in un’altra forma: ero da solo, parlavo della periferia in senso assoluto e nel corso degli anni ho apportato ampliamenti e tagli. È un contenitore di elementi musicali e monologati che parte da un fatto di cronaca e poi passa in rassegna una serie di personaggi “tipici” di certi ambienti.

Chi erano i coatti di allora e chi sono oggi?

“Coatto” io lo intendo nella accezione di “costretto”. Il coatto di “verdoniana memoria” è successivo alla prima messa in scena diCoatto unico, (1995). Quello di Verdone è l’inadeguato o quello fuori dal contesto, volgare gratuitamente. Io parlo di persone costrette a vivere in periferia, persone che probabilmente non usciranno mai dalla provincia o dal raccordo anulare. È un taglio meno consueto, i personaggi si raccontano con un po’ d’introspezione e non si cerca la battuta grassa facile.

Perché hai scelto di allargare la visione di questo spettacolo, dato che in precedenza era stato concepito per essere rappresentato solo in alcune periferie romane?

In realtà lo spettacolo è stato inizialmente messo in scena in circuiti non ufficiali come teatri indipendenti, centri sociali fino ad arrivare nel carcere di Rebibbia, con la partecipazione di alcuni detenuti (spettacolo poi distribuito in VHS da L’Espresso). Dopo queste prime esperienze “Coatto unico” è stato portato anche nei teatri di tutta Italia e, attualmente, può contare un numero enorme di repliche, forse due o trecento. Tuttavia ogni edizione si è contraddistinta per qualcosa, a cominciare dall’interprete e dalla sua evoluzione negli anni: se all’inizio ero un ragazzo, ora sono un signore di mezza età (ride, ndr).

C’è una denuncia sociale?

Sì, nella misura in cui si parla della vita in periferia, realtà spesso dimenticata dalle istituzioni. Inoltre penso che il teatro abbia sempre a che fare con il sociale, c’è lo spettacolo più o meno schierato, più o meno esplicito ma credo che anche quando si racconta una favola si parla in fondo di sociale.

Come definisci questo spettacolo?

Direi comico ma, a tratti, anche molto drammatico. C’è un monologo che è un classico del repertorio popolare Romano in cui si racconta una storia in rima, la storia di due fratelli che litigano perché uno dei due è diventato un nullafacente, un truffatore di carte.

Coatti si nasce o si diventa?

Ci si nasce. Ma poi c’è anche chi capisce che ci può essere una possibilità di riscatto, diciamo che nascere in periferia un po’ segna, ma qui, come ripeto, il coatto lo intendo sempre come costretto, non come “il bullo con gli occhiali con la panza de fori”.

Perché uno spettatore dovrebbe venire a vere questo spettacolo?

Innanzitutto per passare un’ora e mezza in assoluto divertimento ma anche con una certa curiosità per quello che è il mondo romano come per esempio la lingua e il dialetto in una rappresentazione che forse è qualcosa di più “pregiato” rispetto al consueto repertorio della canzone romana. Tra l’altro l’8 gennaio è uscito un mio disco: “Romantica” in cui, grazie alla mia forte passione per la cultura romana, ho rispolverato e messo in musica 14/15 canzoni romane d’epoca.

Teatro Esperia Bastia | Stagione di Prosa e Teatro Ragazzi 2015-2016

L’appuntamento con Giorgio Tirabassi e col suo “Coatto Unico senza intervallo” è per sabato 16 gennaio alle ore 21 presso il Teatro Esperia di Bastia Umbra.

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