La Sagra della Pasta, dello Spiedino e del Trebbiano Spoletino

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Nel pieno dei festeggiamenti, di una delle più frequentate sagre estive, “La Sagra della Pasta, dello Spiedino e del Trebbiano Spoletino”, che si svolge da ben 26 anni, nel caratteristico ed antico borgo di San Brizio di Spoleto, segnaliamo la lodevole iniziativa di uno studioso, il Dott.Francesco Fioroni, medico neuropsichiatra, che domenica, 24 giugno alle 17.00 a San Brizio, condurrà una conferenza stampa, sull’accurata ricerca effettuata, di una storia documentata dagli archivi storici, della ormai famosa strega “Catarinaccia da San Brizio”. La condanna, di Caterina, moglie di un certo Angelo di Corrado da San Brizio, fu effettuata sostanzialmente poiché ritenuta una “fattucchiera”. E’ da prendere in considerazione, che nel periodo in cui la storia si svolge, si è in piena Inquisizione e i reati religiosi, vengono perseguiti dalla magistratura civile. La sentenza di condanna per stregoneria di Caterina, venne emessa il 18 dicembre del 1441 ed eseguita quattro giorni dopo, molto probabilmente presso il macello vecchio della città di Spoleto, insieme ad un’altra donna, accusata di aver ucciso un’anziana per furto, entrambe rinchiuse in un contenitore di legno a cui fu dato fuoco. Nel periodo considerato dalla ricerca del Dott. Fioroni, ma anche successivamente, la persecuzione e la condanna di donne, sospettate di compiere ogni sorta di sortilegio, di intrattenere rapporti con forze oscure per danneggiare l’uomo, soprattutto nella virilità, era ormai divenuta una consuetudine. Il fanatismo ideologico e religioso l’ha fatta da padrone e scarsa considerazione avevano le prove su l’effettivo grado di colpevolezza o di innocenza delle accusate. C’è anche da considerare, che nel prevalente contesto rurale, era facile ricorrere a rimedi naturali, come erbe ed infusi, che senz’altro producevano più benefici della medicina ufficiale. Molte donne, ritenute delle streghe, erano in realtà vedove, prostitute, levatrici o esperte d’erbe. Sembra che nel periodo dell’Inquisizione, molte furono le condanne eseguite contro le donne per stregoneria, ma è da considerare che molti atti processuali furono distrutti e dati alle fiamme. Una stima attendibile parla di più di centomila condanne, con una forte prevalenza in Germania, Polonia e Francia ed in maniera minore in Italia e Spagna. Possiamo ragionevolmente considerare che la “caccia alle streghe”, è stato un terribile genocidio sessista, in un periodo in cui i regimi tendono ad uniformarsi su determinati principi riconosciuti, la superstizione e le pratiche magiche, costituivano un ostacolo e un pericolo.Dopo il Medioevo la figura femminile risulta sminuita e si vuole che la donna sia relegata soltanto all’esecuzione delle faccende domestiche, ad accudire i figli e dedita al lavoro dei campi, mentre gli uomini erano prevalentemente in guerra. Dalla storia di “Catarinaccia”, possiamo senz’altro considerare, che il cammino per la parità dei sessi è ancora in salita, sebbene la società industriale abbia contribuito notevolmente all’evoluzione della donna. Essa in realtà è il motore e l’anima della società, mentre molti settori come quelli ecclesiastico e politico, tendono a perpetrare prerogative di stampo maschilista.EsseBi

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