Mercoledì 6 marzo, nella Sala San Savino di Piazza del Circo, a Perugia, primo appuntamento con la rassegna organizzata in collaborazione con l’Associazione A.M.A.T.A. Umbria e l’Istituto di Geriatria dell’Università degli Studi di Perugia

Al via Musica Attiva, quando un concerto aiuta a combattere i disturbi cognitivi

Coinvolti una decina di pazienti con MCI (Mild Cognitive Impairment). L’iniziativa, che proseguirà nel mese di marzo con altri 2 appuntamenti, rientra nell’ambito del progetto “Musica come Dono” promosso dalla Fondazione Perugia Musica Classica con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia

Rispondere colpo su colpo all’insorgere di disturbi cognitivi attraverso la musica, la grande musica classica, che aiuta a richiamare alla mente pensieri, ricordi, sensazioni. Prende il via mercoledì 6 marzo, alle 10 nella Sala San Savino di piazza del Circo, a Perugia, “Musica Attiva”, rassegna inserita nell’ambito del progetto “Musica come Dono” promosso dalla Fondazione Perugia Musica Classica con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’Associazione A.M.A.T.A. Umbria e l’Istituto di Geriatria dell’Università degli Studi di Perugia, vede la partecipazione di una decina di pazienti con disturbi cognitivi lievi (i cosiddetti MCI, Mild Cognitive Impairment). “Questo tipo di attività – spiegano dall’associazione A.M.A.T.A. Umbria – fa parte di una più ampia serie di interventi, come le letture ad alta voce o le visite al museo. Sono incontri altamente stimolanti, che hanno una ricaduta estremamente positiva sui pazienti affetti da disturbi cognitivi lievi”. Sul palco della Sala San Savino il Quintetto di fiati dell’Orchestra da Camera di Perugia, che proporrà un programma con brani di Mozart, Agay, Francois, Von Tilzer, Machala, Sakamoto, Puccini, Beethoven e Bizet. Il progetto proseguirà per tutto il mese di marzo con altri 2 appuntamenti, “e speriamo di potergli dare una struttura più stabile e permanente – concludono dall’associazione – visto il grandissimo potenziale. Anche per il coinvolgimento di familiari e accompagnatori dei pazienti, che assistono a questi concerti insieme ai propri congiunti”.