Ci chiamano uomini volanti, incompleti, sognatori o lontani dalla realtà. Ci chiamano con una sindrome e lo fanno identificandoci, come se avessimo un difetto di fabbricazione. Sono donne, per lo più, o almeno, quelle che ne hanno la sembianza.

Ci cercano tutti gli amici che rincorrono un sogno d’una notte di mezza estate, che poi sono quelli che ci guardano con un po’ di pena e compassione perché, ai loro occhi, non siamo come loro.

Noi siamo quelli che non hanno una famiglia, un lavoro stabile, un’identificazione.

Quelli sotto l’occhio del ciclone, protagonisti di fatti e misfatti, perennemente fuori dall’ordinario, perché tanto “c’è chi paga per noi”.

Questo, è quello che LORO pensano.

Ma, sottovalutare “un” Peter Pan, equivale a guardare l’orologio e definire il tempo, come se la vita avesse limiti prestabiliti.
Già, voi “grandi” vi credete migliori perché rappresentate il minimo comune denominatore della società: la maggioranza, la “serietà”.
Eppure VOI non sapete volare, immaginare, descrivere o condividere un’empatia.
Perché ad essere fotocopie, si fa fatica a riconoscere l’originale.
Per VOI tutta la vita deve avere un piano definito, poiché l’ignoto rappresenta la mancanza del controllo.

Tic Tac Tic Tac Tic Tac.
Il tempo è per voi un elemento imprescindibile.
La ragione, la mente e la prevedibilità, fanno da cornice al Vostro quadro d’insieme.

Nulla da eccepire, sono scelte.

E non ci sentirete mai criticarle, perché per noi l’unica cosa che conta è la fiducia, non il giudizio.

Non è difficile capire chi siamo, noi siamo quelli che sbagliano.
Non facciamo errori stupidi, a noi piacciono quelli macroscopici.
Perché prima di capire come si fa a volare, abbiamo l’incoscienza di buttarci giù senza freni.
Vogliamo farci male per non commettere più lo stesso errore.
Poi però, quando impariamo la lezione, non stupitevi se ci troverete in volo!

Lasciateci in libertà, non provate a cercarci di giorno.

Magari possiamo confondervi un po’, ma se vi catturiamo il cuore, non lo lasceremo mai morire…
Perché quando siamo in volo rilasciamo un’energia pura.
E se vi prendiamo la mano e vi guardiamo negli occhi, niente sarà più come prima…
Sentirete anche voi quella magia.
Quella fragranza irresistibile che si materializza tra la bocca e il naso, l’unica in grado di trasformare il viso in un sorriso, l’Anima in una Luce.

Ed è nel “moriremo crescendo” di questa canzone che è nato il titolo di quest’argomento.
Perché noi abbiamo la sindrome di chi ha scelto di volare!

E, a volte, può fare bene o fare male.
Senz’altro condiziona.
Poiché tutto ciò che NON HA TEMPO, alla fine poi EMOZIONA.

“Chi sei? Dimmi cosa vuoi.
Cosa devi raccontare?
Ci sei? Dimmi come sei.
Moriremo crescendo.
Chi sei? Dimmi come fai
a girare tutto il mondo.
Ci sei? Dove volerai
solamente con la fantasia? “

Enrico Ruggeri - Peter Pan