Ecobonus: quando il rifacimento del pavimento è incluso

0
93

Il rifacimento dei pavimenti rientra nell’ecobonus al 110 per cento, ma non sempre. Ci rientra (alcune volte) quello all’interno dei singoli appartamenti, considerato che per le parti comuni dell’edificio l’Agenzia delle entrate ha previsto criteri diversi e meno selettivi.

Partiamo con l’esempio in cui non si può ottenere la detrazione fiscale. Questo avviene se il rifacimento del pavimento interno o esterno (per balconi e terrazzi) viene fatto esclusivamente per motivi estetici. Si tratterebbe infatti di manutenzione ordinaria e non rientrerebbe neanche nel bonus mobili. Se, invece, si rifà il pavimento in seguito alla rottura di una tubatura, allora la situazione cambia: in questo caso, l’intervento rientra nell’agevolazione fiscale.

Ora, però, resta da capire se l’intervento rientri o meno nel novero dell’ecobonus. Quando gli impianti di riscaldamento sono a terra o a pavimento, i lavori permettono di ridurre i costi in bolletta e la dispersione termica. Ecco quindi che rientriamo nella categoria dell’efficientamento energetico e che quindi c’è la possibilità di usufruire dello sconto fiscale del 110 per cento.

Serve la certificazione del professionista

Perché si possa chiedere la detrazione fiscale, occorre che un professionista certifichi che l’intervento ha davvero migliorato la categoria energetica della casa (di almeno due classi). “E’ fondamentale che l’ecobonus sia legato a ristrutturazioni in grado di produrre un vero miglioramento dal punto di vista dell’efficientamento energetico dell’edificio”.

Sono dunque inclusi nella categoria fotovoltaico, accumulatori, isolamento delle pareti, impianto di riscaldamento a pavimento (come abbiamo appena visto), infissi e tutti gli interventi di riqualificazione energetica. Insomma, chi aveva in mente di rifare il pavimento esclusivamente a scopo estetico, può rivedere la sua decisione, prevedendo un intervento più ampio, includendo il sistema di riscaldamento a terra. In questo modo, recupererà in cinque anni l’intera spesa o, eventualmente, chiederà lo sconto in fattura eseguendo l’intervento gratuitamente.