Negrita senza confini | Vertigo Fil Rouge | Anno 1 numero 2

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Negrita senza confini. In questo numero: Massimo Ranieri al Lyrick, Nina Moric al Cielo di Ponte San Giovanni, Melissa Satta, il concerto di Tiziano Ferro, Il Dottor Costa e la Clinica Mobile, Speciale Giostra de La Quintana di Foligno, Segni Barocchi, la forma è donna Hi Su Choi, la collezione invernale di Cucinelli, Architettura, salute e benessere, i poteri del cioccolato, filosofia e pensiero e Alla Scoperta di Madagascar.

LA SECONDA VOLTA

Fil Rouge di Nicola Angione – nicola.angione@gmail.com

La seconda volta è sempre la più difficile, o almeno, questo è quello che vorrebbero farci credere.
Ma quando dentro c’è passione, idee e voglia di raccontarsi, ogni edizione è un numero unico che gravita nella nostra anima.
Continuiamo a tenere gli occhi distanti (ma non più di tanto) dalla realtà.
Non rimane nulla da fare che sognare, emozionare, scrivere e pensare.
La vita è una scoperta, una sensazione indefinita di sostanza.
“A volte ciò che sembra non è…” per cui nulla è scontato.
Si può essere “figli di un cane”, virgolette di un momento pensato da un altro, ma tutto ciò che rimane è un battito essenziale di cuore.
Quello si… Quello ce lo portiamo dentro come un, come una cosa nostra… assoluta!
E forse, anche per questo, la seconda volta è sempre più bella..

IL CORAGGIO DI SCEGLIERE

di Learco Tamburini – learcot@gmail.com


Sembra un gioco di casualità, ma sono identità che si incrociano, impreviste alchimie che si palesano davanti ai nostri occhi assonnati e stanchi. A metà di un giorno qualunque incontro B. che mi racconta di sé, ma sa ascoltare. Ha ventisei anni,  un esame che la separa da una laurea in legge e un dolore che le segna gli occhi. Eppure mi insegna che si deve essere forti, che per pretendere di stare bene con gli altri, bisogna imparare a stare bene con se stessi e con le proprie ferite. Parla da donna, in certi momenti mi ricorda quelle mamme cresciute nel dopoguerra, ma è così giovane e piena di vita, che sapere per certo del suo coraggio mi carica di voglia di vivere e di respirare il sole del pomeriggio. Io spero nei giovani.  Dedico il mio lavoro – spero vi piaccia anche stavolta – e la mia passione, e la passione per il mio lavoro, a due ragazze che si sono legate a un filo rosso che non conosce estremi,  ma solo continuità e infinito, come un cerchio.  Sono più che sorelle, e luce dei miei occhi assonnati e stanchi.  Il coraggio di scegliere non appartiene a ciascuno di noi: per sfiorarlo, c’è da affrontare un percorso che non è semplice né immediato, come un sentiero pieno zeppo di trappole e di incognite; ogni volta che so di qualcuno che prova a percorrerlo, quel percorso, sento che la speranza è ben riposta.

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