Vertigo Fil Rouge | Anno 1 numero 3 | Nel mondo di Ilaria Capponi

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Fil Rouge. Nel mondo di Ilaria Capponi. In questo numero: Lillo e Greg al Lyrick con la Baita degli Spettri, A Teatro Ragazzi, Rodolfo Mantovani, Andrea Ranocchia il Sogno Mondiale, Abebech, Eugenio Guarducci, Roberto Ferrari, Stef Burns L’Alchimista della Chitarra, Morgan, architettura, eventi Assisi Mosaic, Arte, Intervista Antonio Persichini, New York per Capodanno, Giovanni Guareschi, filosofia e pensiero.

LA MIA STRADA

Fil Rouge di Nicola Angionenicola.angione@gmail.com

La strada è un traguardo mentale, una destinazione prefissa da raggiungere con il cuore o con le mani.
La strada vuol’essere presa, trascritta come un’emozione e fotografata come un ricordo.
La strada è una via e per quanto tale  non è propria voltarsi.
Ognuno di noi ha il suo talento, il suo viaggio culturale e, per quanto sia difficile accettarlo, ogni volta che si prende velocità c’è sempre il rischio di fermarsi.
Una curva, un incrocio, un ostacolo nascosto.
Quando sali sopra il tuo destino non devi mai guardare il gas…
Ci vuole tanto freno, un istinto divino al volante e… l’Idea.
Noi un’idea l’abbiamo avuta.
Si chiama
Un’ idea trascritta nell’asfalto.
Un’ idea che fa pensare a un grido.
Un’ idea che… non ostacolerà mai le altre.
Semmai sarà guardata, presa, derisa… o forse rispettata.

INDIETRO TUTTA

(a proposito di tv e nuove tendenze…)

di Learco Tamburinilearcot@gmail.com

Eravamo rimasti a Foligno e alla Quintana di settembre 2009 ed è lì, in piazza della Repubblica, che una sera, durante i “Primi d’Italia”, ho visto l’esibizione musicale di Nino Frassica. Inevitabilmente, il pensiero è tornato agli anni ottanta e a quel geniale contenitore televisivo che, grazie a Renzo Arbore e allo stesso Frassica, è divenuto un cult della storia recente della cosiddetta TV di stato. “Indietro tutta” era (è) la parodia del mondo televisivo cresciuto cibandosi di se stesso e dei propri personaggi, uomini e donne e bambini prigionieri di un’immagine costruita e mai più abbandonata, come uno stampo di gesso che non ti si toglie più di dosso. Originale, grottesca, spesso kitsch, improvvisata all’estremo del possibile e oltre; eppure la trasmissione di Arbore ha colorato le nostre notti in una stagione lontana di oltre venti anni fa. Sembra ieri. La gente ripeteva le battute demenziali di Frassica e il Cacao Meravigliao era sulla bocca di tutti (qualcuno iniziò perfino a cercarlo nei supermercati…). La puntata in cui un immenso Massimo Troisi veniva convinto dai conduttori di non essere se stesso ma Rossano Brazzi, (http://www.youtube.com/watch?v=YJI1wTMBjy8) resta una delle più divertenti, da vedere e rivedere. Sembra ieri, si diceva, eppure era il 1987.  Nel 2009 la TV cambia: l’antenna sui tetti non basta più, oggi ci vuole il digitale terrestre, per poter vedere reality e baruffe fra veri buffoni, ma anche per gustare qualche bel momento di revival e approfondimento giornalistico (a tarda notte, di solito…). Ci adegueremo anche noi a questa contro-rivoluzione, ci mancherebbe… Solo che qualcosa è cambiato, nel frattempo. Frassica ora fa il carabiniere a puntate, Troisi non c’è più e ogni volta che lo rivedo mi commuovo, Arbore si è dato alla canzone. E, nel frattempo, dal monitor sottile sottile ci entrano in casa soggetti che dalla porta non faremmo mai passare e dalla finestra faremmo volentieri uscire.  Ma ecco Natale e siamo buoni. Auguri a tutto e tutti; c’è bisogno, che se invece di avanzare si indietreggia, non è mica colpa degli elettrodomestici…

“O Massimino io ti tengo in serbo/ fra ciò che il mondo dona di più caro
che ha fatto più miracoli il tuo verbo/ che quello dell’amato San Gennaro”.

Da: Poesia di Roberto Benigni a Massimo Troisi

Ilaria Capponi

 


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