Cosa fare, cosa vedere, cosa mangiare a Sarteano

In Toscana, tra la popolosa Valdichiana e la selvaggia Val d’Orcia, si trova Sarteano il cui profilo è dominato dal Castello quattrocentesco che si staglia sullo sfondo del verde e imponente Monte Cetona. E da qui la sua bellissima caratteristica, dove storia e natura si sovrappongono e si legano, in una delle poche porzioni di questa regione ricca e popolosa in cui si possono ancora scoprire scorci incontaminati.
Oltre a questi spazi ampi e a questi scorci mozzafiato, su percorsi con sentieri tracciati di epoca etrusca, le due cosiddette vie Cupe, dai suggestivi tagli nel travertino locale, tutte disseminate di cavità che accoglievano un tempo sepolture etrusche.

Visitare Sarteano
Il Castello di Sarteano

La prima traccia documentaria della Rocca risale al 1038, e sappiamo che fino al 1280 esso fu possesso dei conti Manenti, ma l’attuale aspetto è dovuto ad una totale ristrutturazione ad opera dei senesi nel 1469, realizzando uno degli esempi costruttivi che mostra il passaggio al gusto rinascimentale fiorentino dopo i secoli dello stile gotico.
Anche il parco intorno al Castello, composto di lecci secolari, amplifica la bellezza del luogo, creando un distacco e un isolamento dal paese sottostante che rende ancora più suggestivo l’insieme e permettendo momenti di pace e di relax nell’attiguo Parco della Pace.
Si hanno notizie del Castello sin dal periodo altomedievale durante il quale era il principale centro amministrativo deputato alla stipula di atti, donazioni e cessioni (il primo documento conosciuto in cui è citato il Castello risale al 1038 d.C.).

La Tomba della Quadriga Infernale
L’eccezionale rinvenimento della Tomba della Quadriga Infernale avvenuto nell’ottobre 2003 nel corso delle annuali campagne di scavo nella monumentale necropoli delle Pianacce, a poca distanza dal centro di Sarteano, ha costituito una delle scoperte più significative nel campo dell’etruscologia degli ultimi decenni.
La tomba, scavata nel travertino ad una profondità di cinque metri con un dromos di accesso di venti metri, è decorata da un ciclo pittorico con colori vivaci e accesi che risaltano sopra l’intonaco bianco e che sono conservati in maniera sorprendente.
Ma la sua eccezionalità è costituita soprattutto dall’originalità dei temi iconografici trattati. Sul lato destro del corridoio di accesso è raffigurata una quadriga, composta da due leoni e due grifoni, che traina un carro condotto da un demone dall’aspetto inquietante con volto arcigno e sguardo spiritato.
Si tratta probabilmente di una raffigurazione del tutto innovativa del demone Charun, omologo del Caronte greco nella sua funzione di accompagnatore delle anime verso l’Ade, ma in funzione di auriga come non è mai attestato nelle raffigurazioni dell’arte etrusca.

Museo Civico Archeologico
Il Museo, ubicato nel cinquecentesco Palazzo Gabrielli, a pochi passi dalla piazza principale del paese, ospita in gran parte materiali provenienti dalle numerose necropoli etrusche del territorio comprese in un arco cronologico che va dal IX al I secolo a.C.
Di notevole interesse sono gli ossuari canopici del periodo orientalizzante, in particolare la ricostruzione della tomba a camera di Macchiapiana con doppia sepoltura e canopo femminile su trono con la bipenne come insegna di potere.
Tutto il piano inferiore è stato appena ampliato e allestito per ospitare le recenti scoperte nella necropoli delle Pianacce, con una sala interamente dedicata alla ricostruzione scenografica a grandezza naturale della straordinaria tomba dipinta di IV secolo a.C. detta della Quadriga Infernale con l’innovativa tecnica delle stampe digitali su intonaco delle pitture.

Abbazia di Spineta
L’Abbazia di Spineta, la cui esistenza e’ documentata fin dal 1016, e’ situata a 605 m. s.l.m.: si trova a destra della strada che da Sarteano conduce a San Casciano Bagni, a circa 6 Km. da Sarteano. Anticamente questo luogo era coperto di rovi e spine, da qui il nome di Spineto o di Spineta dato alla zona: quest’area era gia’ abitata in epoca etrusca, ma i documenti iniziano a narrarne la storia dai primi anni del secolo XI. I monaci benedettini vallombrosani vi eressero un’abbazia, affidata in seguito ai cistercensi: gli spazi lasciati liberi dai boschi e dai rovi, erano coltivati sotto la guida dei monaci; si seminavano grano, farro, foraggio per gli animali e si piantavano la vite e l’ulivo.
La chiesa della SS. Trinita’, annessa al convento, reca un semplice prospetto romanico rivestito in calcare. Il campanile a vela, piu’ recente, si accosta al tiburio quadrilatero che racchiude una piccola cupola. Per un portale del XVIII secolo s’accede all’interno, costituito da un’aula unica chiusa da tre absidi.

Eventi e tradizioni

La Giostra del Saracino di Sarteano è un rievocazione storica che vede le sue origini nei tornei cavallereschi che si disputavano all’epoca di Carlo Magno e che sono proseguiti fino alle Crociate. Si rievocano quindi le lotte dei cavalieri contro l’invasore Arabo o Saraceno; da qui, infatti, il nome della statua di legno che viene posta al centro della pista in tufo odierna: Saracino (o Buratto). Si può dire che la Giostra del Saracino di Sarteano sia l’evento annuale più importante per la città.

Altre manifestazioni molto sentite e che hanno lunghe tradizioni alle spalle sono le fiere: documentate fin dal XVI secolo quando le deliberazioni del Consiglio generale e di Credenza della comunità davano una serie di disposizioni per l’evento che durava più giorni. Ad oggi i due appuntamenti annuali sono: la Fiera di San Lorenzo il 10 agosto e la Fiera di San Martino l’11 novembre.

Cosa mangiare a Sarteano

I piatti tipici di Sarteano sono i soliti dei dintorni, come non ricordare quindi i buon pici, ribollite, formaggi e salumi, carni di qualità, i buon vini della val d’ Orcia…. ma a stupirvi saranno i buon ristoranti che la caratterizzano e la loro raffinata cucina.