Rito o cerimonia? Sicuramente un usanza unica

Più che rito è diventata una vera e propria cerimonia del tè, si intende un modo ritualizzato di servire il tè che, in Oriente, varia da Paese a Paese.

Prendere il tè non è considerato come bere una semplice bevanda, ma è un gesto di accoglienza e rispetto, un momento di benessere profondo, un piacere estetico, un’arte tradizionale e, in certi casi, una via per il raggiungimento di una totale armonia con se stessi e tutto ciò che ci circonda.

Ci vorrebbero interi libri per spiegare l’antica cerimonia del Cha No Yu, che in giapponese significa “acqua calda per il tè” e il suo protagonista, il tè Matcha. La diffusione del rituale del tè in Giappone, ancora vivo oggi, è legata al Buddismo. Nel XII secolo un monaco di ritorno dalla Cina portò i semi della pianta del tè e ne diffuse anche il particolare metodo di lavorazione. Questo prevede la polverizzazione delle foglie che vengono consumate emulsionandole con l’acqua calda. Questa bevanda si diffuse nei monasteri buddisti e veniva utilizzata come energizzante per le lunghe ore di meditazione e preghiera. Contestualmente si svilupparono anche delle regole precise per preparare e servire questo tè e il contributo maggiore lo diede il Maestro Sen no Rikyu (1500 d.C.) che dell’arte del preparare il tè ne fece un vero e proprio rito codificato.

Il Cha No Yu è una cerimonia molto complessa che si svolge in una struttura dedicata nella quale si trova la sala da tè (detta sala del vuoto) che si raggiunge dopo aver percorso un giardino. Prima di arrivare nella sala del tè l’ospite deve seguire un percorso di purificazione mentale e spirituale e quindi arrivare alla cerimonia con la pace interiore. La sala è arredata con delle regole precise e spazi ben definiti. Il Maestro che esegue la cerimonia studia per molti decenni prima di aver appreso appieno la tecnica; non è solamente una conoscenza pratica ma è soprattutto un approccio spirituale che guida l’intero Cha No Yu.

E’ facile descrivere i gesti tecnici di una cerimonia del tè ma è quasi impossibile provare a spiegarla sia a livello filosofico che emotivo: suscita infatti un tale ventaglio di sensazioni che non si possono proprio narrare a chi non l’abbia già provata.

Vi sono caratteristiche cerimonie del tè in ognuno dei principali Paesi dell’Estremo Oriente e, fatta eccezione per il Giappone, le cerimonie del tè nei vari Stati differiscono abbastanza anche da zona a zona. Alcuni tipi di cerimoniali sono piuttosto informali tanto che negli stessi paesi di origine non vengono definiti cerimonie, ma vengono considerati semplicemente come la maniera corretta di eseguire l’arte di servire il tè.

Certo è e certo per tutti i rituali lo accomuna ciò che le sensazioni del il verde colore del matcha, la bellezza rustica e naturale degli utensili, il gusto dei dolci, il profumo del tè, il contatto con la paglia, il tenue scoppiettio dei carboni, che riescono ad amplificare in noi i cinque sensi e che rimangono sicuramente le caratteristiche che accomunano ogni rituale del tè.