Etichette: farmaci in sala operatoria, attenzione agli errori

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Doctors holding samples and talking in hospital, coronavirus concept.

In una sala operatoria il mondo è complesso. Così come la gestione dell’anestesia generale. Secondo la definizione di Nunn, l’anestesia generale è una condizione indotta mediante farmaci o altri mezzi, caratterizzata da perdita di coscienza, amnesia, assenza di risposta agli stimoli chirurgici, minima risposta agli stimoli chirurgici, reversibilità del processo.

È quindi un momento fondamentale quello dell’anestesia generale sul paziente, guai a sbagliare farmaco. Viene quindi raccomandato di posizionare le etichette sulle siringhe contenenti i medicinali utili all’anestesia; l’errore di scambio di farmaci può essere mortale. Il procedimento più giusto è: prima i farmaci induttori del sonno, quindi quelli curari.

Gli infermieri che assistono l’anestesista e che hanno a che fare con questi farmaci devono conoscerne al meglio le caratteristiche macroscopiche. È quindi basilare etichettare i medicinali che saranno utilizzati per l’operazione chirurgica. Non va sbagliato neanche il dosaggio di tali farmaci onde evitare che ci possano essere danni irreversibili. L’etichetta deve quindi contenere non solo il nome del medicinale, ma anche la dose. E ancora: la posologia, le controindicazioni, la scadenza e la modalità di conservazione. Non dimentichiamo che questi farmaci, una volta arrivati in ospedale, sono solitamente inseriti in confezioni generiche come barattoli, su cui vengono apposte etichette in senso stretto.

A meno che non si voglia utilizzare la soluzione innovativa proposta dall’azienda Pasqui, che produce