Trasporto di materiale radioattivo: le suddivisioni in etichetta

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Il trasporto di materiale radioattivo è disciplinato in modo rigido dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica, l’Aiea. Andiamo in particolare a vedere cosa dice in merito all’etichettatura di questi materiali. Viene innanzitutto fatta una suddivisione tra colli di tipo A e colli di tipo B. Il primo è destinato al trasporto in sicurezza di quantitativi relativamente piccolo di materiale radioattivo. Questi colli devono essere in grado di resistere alle forte sollecitazioni che si producono durante il trasporto internazionale, all’urto di oggetti acuminati, all’esposizione alla pioggia o alla sovrapposizione di altri colli e merci. Devono riportare l’indicazione ‘Tipo A’.

I colli di tipo B sono utilizzati per il trasporti di quantitativi maggiori di materiali radioattivi e sono fatti per resistere agli effetti di incidenti gravi. Il modello di collo deve superare prove di resistenza al fuoco, all’immersione in acqua e di caduta su una superficie dura da un’altezza di nove metri. Questi colli sono usati per il trasporto di combustibile nucleare, rifiuti nucleari, radioisotopi per radiografie industriali e altri materiali di elevata attività. Devono avere l’indicazione ‘Tipo B’.

I colli di tipo A e di tipo B sono classificati in tre diverse categorie e riportano un’etichetta diversa a seconda di quella a cui appartengono. Le etichette della categoria 1 hanno lo sfondo totalmente bianco, quelle della categoria 2 e 3 hanno lo sfondo giallo e indicano un’intensità di dose superiore sulle superficie del collo.

Sull’etichetta deve esserci scritto poi l’indice di trasporto (IT), che è un numero da 1 a 10 e che indica l’intensità di dose a un metro dalla superficie del collo. Intensità di dose a 1 m in µSv/hr = indice di trasporto x 10. Infine, sull’etichetta vanno trascritti il nome o il simbolo chimico del radionuclide e la sua attività. Materiali Lsa e Sco vanno contrassegnati come tali.