De Gregori a Foligno, recensione Vivavoce Tour

0
482
De Gregori a Foligno 2_foto Riccardo Ruspi

Francesco De Gregori a Foligno

Recensione

“Vivavoce tour”

Fondazione SergioPerLaMusica
mercoledì 18 marzo

Eccolo entrare con la calma che lo contraddistingue, stessa camminata, stesso cappello, stessa chitarra, stessi occhiali di sempre. “Sergio Piazzoli è stato un musicista fra i musicisti. Gli abbiamo voluto tutti bene, perché aveva il dono di amare la musica. Questo concerto è dedicato a lui.”

Il grande Francesco De Gregori ha ringraziato così la Fondazione SergioPerLaMusica per l’ospitalità, profumando la data zero del Vivavoce Tour di Foligno con il ricordo di Sergio Piazzoli.

Passano gli anni per tutti ma per lui sembra che non sia passato un giorno. Non è la prima volta che assisto ad un suo concerto, eppure ogni volta è come se lo fosse. Poiché Francesco De Gregori è in grado di trasmettere sensazioni sempre differenti.

Chi lo conosce da tempo lo sa che “lui” odia la monotonia e forse anche per questo la data zero di Foligno del Vivavoce Tour, ha fatto sembrare inediti anche quei pezzi che hanno segnato la storia della musica italiana. Il nuovo arrangiamento è talmente diverso dall’originale che è stato necessario ascoltare le prime parole per comprendere di quale canzoni si trattasse.

Perfino la tanto amata (e tanto “odiata” da lui, ndr) Donna Cannone, è sembrato un pezzo nuovo dopo le prime strimpellate: De Gregori, di vecchio, vuole tenersi solo il suo cappello e la chitarra.

Il mistero lo contraddistingue sin da giovane e lo ha reso un cantautore troppo bello e “difficile” da apprezzare. Quest’alone imprevedibile che si percepisce nei suoi concerti è un enigma che ti spinge a dare mille interpretazioni diverse alla sua arte. Che sia amore, odio, tristezza, felicità o qualsiasi altra cosa… la sua musica è e sarà l’emozione che si imprime nell’attimo in cui si manifesta.

Per De Gregori stesso, il concerto di Foligno è stato una tappa speciale: “in prima fila ci sono i miei amici, vietato fare brutta figura”!

Forse per questo o forse per la passione che lo accompagna da sempre (nonostante non sia più il giovincello di Santa Lucia e di Irene) De Gregori è riuscito a tenere il palco con lo stesso entusiasmo della prima volta in cui l’ho sentito cantare.

Come può essere sempre cosi preciso e toccante con la sua inconfondibile voce?

Un Maestro, per nulla scenico o sopra le righe. Mai eccessivo e soprattutto semplice. Ecco perché, ancora una volta, con la musica e le sue parole, De Gregori è riuscito a scivolare nella memoria del pubblico ed ha reso speciale il momento di ognuno, appiccicandosi come una macchia indelebile nella mente.

Al concerto di De Gregori a Foligno hanno assistito oltre 2.000 persone ed è stata una serata di grande musica, grazie soprattutto ai musicisti del cantautore che hanno dato una nota country allo spettacolo.

De Gregori è un cantautore che snobba gli eccessi e non ama particolarmente che si canti troppo ai suoi concerti ma…  È stato impossibile non alzarsi e ballare sulle note di un Titanic arrangiato a meraviglia ed invocare a squarciagola il bis dopo Pezzi. E il Principe di Roma non ha potuto fare a meno di ascoltarci cantare.

Quindi, calato il sipario, è stato naturale inchinarsi a lui: GRAZIE MAESTRO.

Fondazione SergioPerLaMusica

Facebook Fondazione SergioPerLaMusica