J. Ossang al PostMod per una proiezione speciale di 9 Doigts

Questo sabato a Perugia un altro ospite di rilievo internazionale

L’appuntamento è per il 23 febbraio, quando sarà ospite al PostModernissimo uno dei più grandi interpreti della contemporaneità, il cineasta musicista e romanziere francese F.J. Ossang. Lo stesso presenterà al pubblico di Perugia la sua ultima opera, film con il quale ha vinto Il Pardo per la Miglior Regia al Locarno Film Festival nel 2017, 9 Doigts / 9 Dita. L’evento, organizzato in collaborazione con Reading Bloom e Rodaggio Film, vedrà salire sul palco per intervistare il regista Daniele Dottorini (Università della Calabria, Fata Morgana, FilmCritica e molto altro).

Un’occasione imperdibile per vedere il nuovo thriller post-apocalittico da lui firmato. Ma soprattutto un’occasione unica per scoprire il cinema di questo cineasta, anche per chi non ne avesse mai sentito parlare.

Chi è Ossang? Un artista capace di muoversi tra archetipi e icone popolari oscillando tra esoterismo intellettuale e gusto dell’epopea. Nel suo cinema emergono influssi dell’espressionismo tedesco, dell’avanguardia russa e francese, echi di surrealismo che a tratti sembrano virare verso un romanzo alla Burroughs.

Film d’avventura, fantascienza, noir e road movie si mescolano in una forma narrativa destrutturata, con personaggi eccessivi solitamente caratterizzati da tratti eroici e ancestrali.

Ossang ha studiato filosofia e giurisprudenza e si è diplomato all’IDHEC. Il suo primo lungometraggio, L’Affaire des divisions Morituri (1985), è stato presentato a Cannes. In seguito ha realizzato Le Trésor des îles chiennes (1990), Docteur Chance (1997), Dharma Guns (2010) e 9 Doigts (2017), presentati in svariati festival internazionali, tra i quali quelli di Locarno e Venezia.

9 DOIGTS / 9 DITA

Un uomo di nome Magloire sfugge ad un controllo di polizia nei pressi di una stazione ferroviaria. In seguito, scappando lungo una spiaggia, soccorre un altro uomo, morente, che gli consegna una grossa somma di denaro. Lo insegue allora una banda di criminali, che vuole i soldi ma ha anche bisogno del suo sangue freddo, e così Magloire viene arruolato dalla squadra di Kurtz, in partenza via mare, con un carico di polonio radioattivo, per un viaggio verso un’isola mobile, formata da rifiuti.

La nostalgia e la malinconia inchiostrano il viaggio di Magloire fino ad invecchiarne l’apparenza, ma forse è soltanto un inganno, un’illusione ottica, un desiderio. Ombre, riflessi, brume, e inquadrature che assomigliano a tableaux vivants, sono lì per dirci che l’immagine è ingannevole, c’è sempre qualcuno che ci guarda da dietro un’iris o un fascio di luce.

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