Recensione Servo per Due di Pierfrancesco Favino

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servo per due di Pierfrancesco Favino

Teatro Stabile dell’Umbria

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Recensione Servo per Due

con Pierfancesco Favino

Pierfrancesco Favino con Servo per Due entusiasma uno splendido Morlacchi: Sold Out

Continua ad entusiasmare il pubblico la Stagione di Prosa 2014-2015 del Teatro Morlacchi di Perugia, che questa volta ha visto in scena un grande Pierfrancesco Favino in Servo per due, libero adattamento della commedia di Carlo Goldoni “Il servitore di due padroni”.

Il genere è quello della Commedia dell’Arte, il contesto è quello dell’Italia degli anni ‘30 che, vicende politiche a parte, hanno contribuito ad una grandissima fioritura artistica e letteraria. Lo spettacolo, la cui regia è firmata dallo stesso Favino insieme a Paolo Sassanelli, è costruito con grande maestria e riesce a restituire la sensazione di fermento culturale tipica di quegli anni, la scelta pertanto non è affatto casuale.

Quasi tre ore di puro divertimento, un cast eccezionale composto da ventuno attori e quattro musicisti, che tengono gli spettatori incollati alla storia grazie ad un sapiente coinvolgimento fatto di gag ed escamotages. La bravura dei registi è data proprio dalla capacità di aver assottigliato il confine tra gli attori e il pubblico, dalla storia narrata da quella reale, un’esperienza unica per chi sceglie di passare una sera a teatro. La  storia è quella di un Arlecchino “moderno” pasticcione e imbranato che mosso da un’insaziabile e continua fame che lo spinge a combinare un guaio dietro l’altro.

Come sempre accade a teatro però, dietro ad una prima, superficiale lettura (quella comica), si cela il significato più profondo della storia, che emerge dalle caratterizzazioni dei personaggi, tutti stereotipi più o meno legati alla tradizione italiana (non è un caso che ogni personaggio parla un dialetto diverso, ndr).

“In quest’opera ognuno vuol sembrare di essere ciò che non è, come accadeva in quegli anni in cui gli italiani volevano sembrare ciò che non erano” dice lo stesso Favino a proposito della scelta dell’ambientazione. Sarebbe un errore cercare di svelare altro, questo spettacolo va visto, va gustato perché ci si sente nel salotto di casa, in famiglia, davanti a una commedia tanto spensierata quanto profonda che restituisce tutto il gusto del teatro e dell’avanspettacolo nell’accezione più positiva possibile.

La Stagione di Prosa del Teatro Morlacchi prosegue giovedì 20 e venerdì 21, sempre alle ore 21, con “The Talent”, portato in scena dai Balletboyz.

Recensione Servo per Due di Pierfancesco Favino

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