Rfid: differenze con barcode e Qr Code

0
203

Cosa cambia tra il codice a barre e il tag Rfid? Sostanzialmente la quantità di informazioni gestite, ma anche il modo di leggerle e quindi anche i costi delle tecnologie associate. I codici a barre riportano il numero seriale identificativo del produttore, della nazione, del prodotto, del collo o del pallet, poi letto da un reader a infrarossi o, al giorno d’oggi, anche dalla fotocamera di uno smartphone. I barcode sono lunghi da 4 a 5 centimetri e possono contenere tra 12 e 16 caratteri.

L’etichetta barcode ha un costo assolutamente irrisorio, ma anche le prestazioni non sono garantite. Per essere garantito, infatti, il processo di lettura deve rispettare alcune condizioni: codice integro (graffiato o spiegazzato non si legge), deve essere applicato in modo piano e disteso (non su spigoli o angoli curvi), ci deve essere una condizione di luce accettabile. La lettura scansiona un singolo codice alla volta, per questo motivo i codici devono avere una dimensione ridotta.

Ci sono poi i codici bidimensionali, come il Qr Code, che contengono un numero maggiore di informazioni, ma hanno gli stessi problemi che abbiamo appena elencato.

E arriviamo alle etichette Rfid, che invece hanno un costo completamente diverso. L’azienda investe una somma di denaro differente a seconda del tipo di etichetta che viene acquistata, oltre alla grandezza dell’azienda stessa e al numero di etichette che è necessario acquistare. La somma investita aumenterà nel momento in cui si dovrà affrontare l’aggiornamento delle etichette. Naturalmente, qui stiamo parlando di una tecnologia più evoluta, con l’etichetta che può riportare molte più informazioni rispetto a barcode e a Qr Code. Non sussistono neanche le difficoltà di lettura che abbiamo visto.

Insomma, la tecnologia Rfid si fa alla fine preferire, ma bisogna sapere che è un investimento. Nella pratica, è una tecnologia di comunicazione wireless in grado di identificare target specifici e leggere e scrivere dati rilevanti tramite segnali radio; non è necessario stabilire un contatto meccanico o ottico tra il sistema di identificazione e il target. Il segnale radio trasmette i dati dell’etichetta attaccata all’oggetto attraverso il campo elettromagnetico sintonizzato sulla radiofrequenza per identificare e tracciare l’oggetto stesso.

Se il codice a barre unidimensionale ha capacità limitata, ossia può memorizzare al massimo 3 mila caratteri, la tecnologia Rfid arriva a decine  di volte la capacità del codice a barre bidimensionale.