Grignani esalta l’Afterlife Live Club

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Premetto, non ero mai stato all’Afterlife Live Club. Sarà stato l’ambiente intimo, i bartenders altamente qualificati (e non significa che mi sono sbronzato, ndr),  l’armonia tra pubblico e cantante o il coinvolgimento, che mi ha fatto respirare un’atmosfera dimenticata da tempo: la musica e la sua “Natura Umana”. Una citazione d’obbligo che colloca il locale perugino come un oasi nel deserto e lo qualifica, lo esalta nella sua forma, rendendolo uno dei pochi punti di riferimento per chi vuole vivere emozioni.

Di emozioni Gianluca Grignani ne ha regalate davvero tante, accompagnato da un sorriso a dir poco affettuoso: “Devo dire grazie soltanto a voi – durante uno dei suoi discorsi – che rappresentate ogni parte di me. Sento lo stesso analogamente, da dentro… Lo vedo da i vostri sguardi”. Complici, in un concerto differente che ha raccontato la carriera artistica del cantautore. L’inizio da “Rock Star” in un club, altro non si poteva chiedere. Poi “Il più fragile” e l’indimenticabile “Falco a metà”: mani e voci all’unisono, tempo che sembra fermarsi nell’istante in cui quel volo sembri davvero senza catene…

Brividi e un tuffo al cuore, nel tributo che Gianluca Grignani ha voluto riservare a Lucio Dalla con una versione di “Caruso” suonata da solista attraverso le note della sua chitarra. Insolita transizione, per chi abitualmente la ascoltava al pianoforte, ma comunque d’impatto, gradita a posteriori.

“Baby Revolution”, “Dio Privato” e “L’allucinazione” tra i pezzi più riusciti. Non è il tempo che invecchia le sue melodie, nonostante domani (7 aprile 2012, ndr) Gianluca taglierà il traguardo dei 40 anni. Passeranno altri anni e le sue canzoni saranno sempre lì, nel cassetto che ognuno custodisce gelosamente…

Poi un gruppetto di ragazzi invoca “L’aiuola” e viene accontentato. “Ho scritto pezzi come Destinazione Paradiso, Falco a metà, La mia storia fra le dita e Fabbrica di plastica e qualcuno mi chiede se sono pentito di aver inciso L’aiuola… Assolutamente no”. Le sue parole scalfiscono i centimetri di spazio che a tratti riescono a scorgersi mentre il pubblico gradisce e si unisce al coro…

Per i nostalgici c’è spazio e gratitudine ne “La mia storia tra le dita” e “Destinazione Paradiso”, dove coppie e sentimentalismi vanno a braccetto.

La canzoni dell’album di “Natura Umana” sono pungenti quanto mai provocatorie: “Non avete ancora capito che siamo come una moneta lanciata su questo pianeta?”. Riflessioni ed ironie che lasciano spazio ad un gran finale, bleffato da “Ciao e arrivederci” e concluso con “Sguardi”.

Poi silenzio. E dopo ancora il coro dei ragazzi al nostro fianco che invoca nuovamente “L’aiuola”. Intanto il Joker si diverte a stringere mani e si compiace come non succedeva da tempo.

Esperimento riuscito. Altro che ridimensionamento! L’Afterlife Live Club sarà il Piper della nostra generazione. Premonizione avventata? Più che altro un augurio. Quello di rivivere ancora “Emozioni nuove” come queste!

l’intervista a Gianluca Grignani nel febbraio 2011

per vedere le foto della serata diventa fan su Facebook di Manuela Capitanucci e clicca questo link

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