La Mandragola e lo Scaffale Umbro nel fine settimana del Festival di Corciano | 10 agosto

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La Mandragola e lo Scaffale Umbro nel fine settimana del Festival di Corciano | 10 agostoMisteroBuffoCorcianoFestival-0985

49°AGOSTO CORCIANESE – Dal 3 al 18 agosto 2013

IL PROGRAMMA DI SABATO 10 AGOSTO

Alle ore 18,30 al Chiostro del Palazzo Comunale, lo Scaffale Umbro/a cura di Antonio Carlo Ponti

Presenta “Quasi Re. Le vicende di Fortebraccio Capitano di Ventura”, romanzo di Marco Rufini – Minerva ed.

Conversazione con l’autore.

Affascinante affresco letterario che percorre la vita, tra Medioevo e Rinascimento, del nobile Fortebraccio da Montone, “umbro doc” e capitano di ventura. Diventato signore di Perugia, coltiva “il Grande Sogno”: diventare il primo re d’Italia, cacciando le presenze straniere e limitando il potere papale alle anime. Conquista, quindi, tutta l’Italia centrale, spingendosi fino a Roma. Il sogno sta per realizzarsi, ma il nuovo Papa Martino V (della famiglia romana Colonna, nemica dell’Umbria) simulando un negoziato, ingaggia una guerra all’ultimo sangue, che porterà alla cattura quindi alla condanna definitiva di Fortebraccio da Montone.

Dopo la musica medievale ed etnica con il concerto dei Micrologus e di Raffaello Simeone, dopo la poesia con il Quintetto d’Europa. La grande poesia che ha costruito il Continente con i commenti e gli interventi musicali del Quintetto Corciano Festival Ensemble, continua il Corciano Festival all’insegna del Teatro con il debutto de “La Mandragola”.

Sulla scia del grande successo di pubblico di “Mistero Buffo”, è la volta del secondo spettacolo secondo spettacolo ideato dal drammaturgo e regista Maurizio Schmidt (Farneto Teatro) per il progetto FESTE TEATRALI PER PIETRO PERUGINO, in occasione del cinquecentesimo anniversario della Pala dell’Assunta.

Alle ore 21,30, Piazza Coragino – Farneto Teatro/Corciano Festival produzioni presenta

LA MANDRAGOLA di Niccolò Machiavelli

Spettacolo “popolare” per attori, musici e proiezioni di dipinti del Perugino in piazza Coragino e lungo l’Acropoli di Corciano

 

Una commedia da palco per maschere, suoni e immagini del Perugino

ATTORI

Narratore, Siro, Lucrezia – Eleonora Giovanardi

Callimaco – Luca Mammoli

Ligurio – Antonio Gargiulo

Nicia – Claudio De Maglio

Frà Timoteo – Marco Sgrosso

Sostrata – Pino Menzolini

SUONI – Leonardo Ramadori (percussioni)

LUCI E PROIEZIONI – Paolo Latini

TECNICI – Rei Ota

COSTUMI – Anna Rossi, Nobilissima Parte de Sopra Calendimaggio di Assisi

AIUTO REGIA – Luca Rodella

REGIA – Maurizio Schmidt, con la collaborazione di Claudio De Maglio e Marco Sgrosso

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“Perché la vita è brieve e molte son le pene, dietro alle nostre voglie andiam passando” è la battuta iniziale della Mandragola di Niccolò Machiavelli, una delle commedie che fondano il teatro moderno in lingua italiana. Famosissima già nella sua epoca, la sua data di scrittura (fra il 1513 ed il 1518) è praticamente coeva della pala del Perugino; il quale conosceva assai bene il contesto culturale fiorentino in cui essa era nata, il mondo in essa rappresentato e le corti in cui essa fu presentata. E’ quasi impensabile che non la conoscesse.

Va ricordato poi un altro motivo che porta a questa scelta: la Mandragola ha le sue sorgenti in una novella del Boccaccio; e del Boccaccio ricorrono quest’anno i 700 anni dalla nascita. Se quindi con il Mistero Buffo si compie un doveroso omaggio al premio nobel “umbro” Dario Fo, con la Mandragola si dedica una giusta attenzione ad uno dei padri della nostra lingua, alla sorgente del teatro moderno, a un autore cui le pietre di Corciano devono molto.

Anche nella Mandragola, opera di svago di un personaggio così celebre da essere divenuto toponimo di una diabolica accortezza nello stare al mondo, alto e basso si scontrano violentemente.

La trama della Mandragola (il nome di un infuso magico di erbe dai poteri afrodisiaci) è quella classica giullaresca di una finta pozione magica usata per una truffa d’amore: c’è in essa un notabile impotente e ambizioso che, con la complicità di preti e suocere, viene beffato da un giovane cui offre stolidamente e volontariamente la propria moglie. È una commedia beffarda per la presenza di tutti i caratteri che porteranno alle maschere della commedia dell’arte (servi, padroni, amorosi, sensali, dottori), ma nera e popolata da una umanità sperduta che crede soltanto ai soldi e alle apparenze. Lo sguardo di Nicolò Machiavelli sulla propria epoca è spietato; e la storditezza del ricco Nicia, tanto quanto l’affarismo del prete Timoteo, passando per l’intrigante genialità del sensale Ligurio, la obbedienza silenziosa del servo Siro e la disposizione a ogni baratto della suocera Sostrata compongono una galleria di caratteri che portano dritti alla nostra epoca.

La scanzonata rappresentazione che si propone è quella giullaresca di palcoscenico con musicisti dal vivo e proiezioni di dipinti di Pietro Vannucci, che in questo caso agiranno da contraltare rispetto al mondo ipocrita e falsamente religioso intorno al quale si muove la giostra della Mandragola; valga a giustificare questa suggestione il fatto che il famoso bozzetto di scenografia per la prima rappresentazione della commedia che fu a lungo attribuito a Piero della Francesca, rappresentava la prospettiva di una piazza con al centro una chiesa. Un caso unico nel teatro dell’epoca.

 

Spettacolo a pagamento

Per informazioni e prenotazioni 075 5188255/260

In caso di maltempo l’evento si svolgerà presso il Teatro della Filarmonica alle ore 21,30

Ore 20,00 Centro storico – Apertura Taverna del Duca

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