Margherita Hack, in una una notte piena di stelle “Canti e discanti” 2010 | Eventi Umbria

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Margherita Hack, Canti e Discanti

Margherita Hack, in una una notte piena di stelle “Canti e discanti” 2010 | Eventi UmbriaMargherita Hack, Canti e Discanti

IN UNA NOTTE PIENA DI STELLE

In una calda serata d’inizio estate, tra le arcate gotiche in laterizio di Palazzo Trinci e sotto un soffitto di stelle, la scienza, vissuta sulla scia dell’analisi culturale e sociologica, si intreccia alla musica popolare.
Si valorizzano a vicenda.
Si completano.
Si esaltano.

Le “stelle” della serata (poi capirete il perché di questo appellativo) arrivano sul palco insieme, quasi abbracciate, l’una sostiene l’altra. Una porta un bastone, che tuttavia non le serve per sorreggersi e che getterà a terra non appena seduta, l’altra porta un microfono. Si tratta di Margherita Hack e di Ginevra di Marco. La prima non dovrebbe aver bisogno di presentazioni, è il fiore all’occhiello della scienza italiana. Un’astrofisica e intellettuale, membro dell’Accademia dei Lincei e presidente onorario dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. La seconda è forse meno nota, solo per il fatto che, essendo una cantante, sa cantare davvero e sa anche emozionare, sa di cosa parla, di cosa canta,in un panorama ormai divenuto obsoleto.

L’anima della terra vista dalle stelle: questo è  il titolo della serata, in cui le stelle sono appunto la scienziata e la cantante. L’incontro fa parte della serie “Canti e Discanti”, promossa dal comune di Foligno, con lo scopo di dimostrare che la cultura non può avere un indirizzo univoco, ma al contrario discipline e attività diverse possono avvicendarsi e dare luogo ad un connubio entusiasmante, in cui la musica ha il compito di esaltare i profondi contenuti  che la accompagnano. Ogni canzone ha un tema particolare che, finita la musica, viene approfondito dalla geniale e impressionante lucidità razionale della Hack. Gli argomenti spaziano dall’immigrazione, introdotta dal brano di Modugno “Amara terra mia” e approfondita attraverso un resoconto storico che ci ha ricordato chi siamo stati, cioè il nostro passato da immigrati in cerca di una vita migliore altrove, al sistema capitalistico, ai problemi legati alla scuola, all’università, quindi all’importanza fondamentale della ricerca. “L’interesse per la scienza e per le sue applicazioni dovrebbe essere inculcato nei bambini già nelle prime classi elementari […] disinteresse per la scienza significa disinteresse per la cultura, per la scuola di ogni ordine e grado che è quella che dovrebbe nutrire i cervelli di ogni cittadino”. Segue l’importanza della comunicazione fra i popoli, del divario tra nord e sud, di una crisi economica della quale si sente tanto parlare e che sembra un modo per nascondere una realtà sociale caratterizzata da gravi ingiustizie nella distribuzione della ricchezza. La scienziata accenna ancora a un mondo politico in cui il lasciapassare per il Parlamento sembra essere solo l’avviso di garanzia giudiziario, una politica in cui la paura più grande è quella di essere intercettati e che quindi significa paura di essere scoperti. “Perché hanno tanta paura? Magari sentissero quello che dico io…”.

Musica esaltante, ritmo etnico, parole che raccontano e che poi ti trascinano a ballare con un coinvolgimento senza pari. Margherita Hack non può ballare ma, battendo la punta del piede a ritmo di musica, riprende il suo bastone e questa volta lo usa agitandolo in aria dimostrando tutto il suo entusiasmo. La condizione femminile viene trattata esaltando il valore di donne eccezionali, come Samantha Cristofoletti (prima astronauta europea nello spazio, ndr) che, nonostante le continue discriminazioni, riescono a tenere alto il valore della donna. L’ultima domanda alla quale la scienziata è chiamata a rispondere è quella più banale e originale allo stesso tempo: “Qual è per lei il senso della vita?”

“Essere in pace con ogni essere vivente, svolgere il proprio lavoro con onestà perché tutti i lavori, anche i più umili, meritano rispetto. La laicità dello stato, che non vuole essere fondamentalismo, deve essere alla base di una società in cui si rispettano le idee degli altri senza voler imporre le proprie”.

L’anima della terra vista dalle stelle – Galleria fotografica di Elisa Cirilli

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