Paola Turci a Musica per i Borghi 2010

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1956

“…baciare le tue labbra
che odorano di vento
noi due innamorati
come nessuno al mondo”

Dio, come ti amo – Domenico Modugno, 1966

 

Paola, il tuo concerto è stato straordinario: talento, ritmo, sensualità, grinta, dolcezza, tecnica sopraffina, e poi la tua bellezza, la tua presenza scenica, il tuo charme… come fai a metterci TUTTO e tutto insieme?

«Ma è l’amore! Solo con l’amore ci si riesce. È per amore che ci mettiamo in gioco e ci confrontiamo con chi ci ascolta e a volte ricorda le nostre canzoni meglio di quanto facciamo noi musicisti sul palco…».

Paola Turci se la portano via mentre ci sta rispondendo… Peccato, ci sarebbe piaciuto conoscere meglio le sue idee, i suoi pensieri e i suoi progetti; a volte però i tempi di concerti e pubbliche esibizioni sono talmente serrati, che riuscire a strappare un paio di battute agli artisti diventa un’impresa ai limiti del possibile. Eppure Paola, nelle due ore di spettacolo di “Musica per i Borghi” a Deruta, non si è certo risparmiata.

Sabato 17 luglio, Deruta, dicevamo. Pubblico delle grandi occasioni, introduzione dei Sindaci di Marsciano (Alfio Todini) e Deruta (Alvaro Verbena): “Musica per i Borghi” è giunta alla sua ottava edizione ed ha raggiunto un livello veramente straordinario, vuoi per gli artisti e le città che hanno aderito, vuoi per il pubblico e per l’organizzazione di ottimo livello.

Quando sale sul palco, Paola abbraccia la sua chitarra, circondata da quattro musicisti di altissimo livello. Tra i brani del suo repertorio inserisce qualche pezzo del nuovo album, “Giorni di rose”, un lavoro tutto da ascoltare al quale hanno collaborato, tra le altre, Marina Rei, Nada, Carmen Consoli e Fiorella Mannoia… “La magia di un regalo è che a volte ti rendi conto di quanto sia grande dopo un po’ di tempo che l’hai ricevuto…”, così Paola Turci racconta il suo album tutto al femminile, la sua voglia di confrontarsi con artiste, alcune delle quali già protagoniste dell’iniziativa “Amiche per l’Abruzzo”.

L’esuberante femminilità di Paola Turci colora uno show di musica e parole, chitarre e nacchere, luci e emozioni… “Adoro l’Umbria e le sue città d’arte, amo cantare per questo pubblico così entusiasta”. E il pubblico, in effetti, apprezza molto la sua performance: grande emozione quando, chitarra e voce, dà vita a “Dio, come ti amo”, del grande Domenico Modugno.

“Una canzone bellissima, poetica e indimenticabile”.

Una serata assolutamente riuscita. Peccato che Paola ce l’abbiamo portata via subito dopo la consegna di un bellissimo ritratto dell’artista romana su ceramica di Deruta: giusto il tempo di una battuta, al volo e di corsa: i tempi del mondo dello spettacolo a volte sono serrati, magari la prossima volta riusciremo a non farci trascinare via da un auto che parte e non aspetta…

galleria fotografica di Rossano Donati

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