Young Jazz Countdown | Stefano Tamborrino, Paul Roth e i FattigFolket protagonisti della prima giornata

0
584

Ti piace filrouge.it? Dillo su Facebook!  Twitter!  Google+

Venerdì 4 gennaio inizia a Foligno la due giorni “Young Jazz Countdown”, rassegna invernale targata Young Jazz giunta alla 4° edizione. Per la prima giornata i protagonisti dei concerti, presso l’Auditorium Santa Caterina, saranno musicisti e band internazionali come il percussionista italiano Stefano Tamborrino, il sassofonista americano Paul Roth e la formazione scandinava dei FattigFolket. Ed in tarda serata sessioni di improvvisazione presso El Barrio Social Club.

FOLIGNO – La 4° edizione di Young Jazz Countdown prenderà il via venerdì 4 gennaio a Foligno e subito con suggestive esibizioni live, sempre sotto il segno della sperimentazione e del coinvolgimento. Per la prima giornata (la rassegna invernale targata Young Jazz, infatti, proseguirà anche sabato 5 gennaio) i protagonisti saranno musicisti e band internazionali di alto profilo come il percussionista italiano Stefano Tamborrino, il sassofonista americano Paul Roth e la formazione scandinava dei FattigFolket, ovvero il meglio della musica più giovane ed innovativa che c’è in circolazione. I suoni di “nuova generazione” e delle “nuove generazioni” saranno quindi ancora una volta al centro di un evento che cerca di proporre un jazz di “contaminazione” ad un pubblico attento a recepire le novità più interessanti sulla scena musicale. La nuova direzione artistica di Dan Kinzelman, sassofonista americano ormai folignate d’adozione ed elemento cardine dell’Associazione organizzatrice, ha puntato ad un lavoro di ricerca e selezione dei migliori artisti e delle migliori formazioni jazz contemporanee presenti in Italia e non solo. I concerti si svolgeranno presso l’Auditorium Santa Caterina.

Alle ore 18.30 si inizia con  Stefano Tamborrino (percussioni, oggetti, giocattoli) e il suo live dal titolo “Solo un gioco”. Un percorso regressivo che fugge alle facili soluzioni proposte dall’elettronica per favorire l’uso creativo di una tecnologia ritrovata nel cassetto dei ricordi tra vhs, audio tape, e giocattoli d’infanzia pescati e mescolati agli elementi della percussione nel tentativo di attribuire al caso un senso musicale. Attraverso questo ambiziosissimo progetto il musicista ci invita a riflettere ponendo sul medesimo piano di paragone il significato del gioco e quello della ricerca. Stefano Tamborrino ha cominciato a suonare nel 2000, all’età di 19 anni. Da allora ad oggi ha portato avanti il suo percorso musicale da autodidatta, compensando l’assenza di un riferimento tecnico attraverso un metodo di visualizzazione del gesto ed immedesimazione nel soggetto ovvero quello che nel teatro viene definito metodo Stanislavskij, cosa che ha favorito la formazione di un suo stile più personale e unicamente dettato dall’istinto. Molteplici sono le sessioni di studio con musicisti affermati e di notevole talento. Tra le collaborazioni possiamo annoverare i nomi di: Ares Tavolazzi, David Binney, Chris Speed, Mike Mainieri, Stefano Bollani, Battista Lena, Giovanni Guidi, Dan Kinzelman, Joe Rehmer, Riccardo Onori, Marco Panascia, Steve Magnusson, Francesco Bearzatti, Alessandro Lanzoni, Alessandro Galati, Nico Gori, Gabriele Evangelista, Mirko Guerrini e molti altri, tra cui gli Zenerswoon con i quali registra “Frame”, disco che raccoglie consensi da parte della scena underground internazionale. Attualmente, oltre a svolgere una intensa attività concertistica e di composizione, è dedito alla realizzazione artigianale di piatti in bronzo, ricerca inconsueta che suscita l’interesse di tutti coloro che si occupano di suono.

A seguire, intorno alle ore 19.15, toccherà al musicista americano Paul Roth con un “solo” per esplorazioni su timbro, forma ed espressività oltre i limiti tradizionali del sassofono. Roth infatti porta avanti la sua personalissima ricerca compositiva e strumentale, esplorando i limiti tecnici dello strumento (sassofono) per ricavarne una musica organizzata secondo criteri timbrici. Il progetto mescola composizione ed improvvisazione in modo imprevedibile in un mondo sonoro dove le note vengono tramutate in densità sonore, il ritmo diventa flusso, e la forma viene oscurata, trasfigurata o del tutto decostruita. Il risultato sfida l’ascoltatore a riesaminare le proprie aspettative rispetto ad uno strumento così familiare ed al ruolo di esso nell’articolare percezioni di suono, spazio e tempo. Paul Roth ha studiato all’University of Miami e all’University of Nevada dove ha preso il Masters in Musicologia e Performance e dove ha lavorato poi come docente prima di vincere un finanziamento come US Artist Fellow nel 2011. Vive attualmente a Berlino dove si sta conquistando uno spazio nella fertilissima scena d’improvvisazione per la quale la città tedesca è nota in tutto il mondo. Collabora con Tensil Test, Split Trio, Xnoybis Ensemble, David Ake e James Winn.

I FattigFolket (Norvegia/Svezia) sono invece un raffinatissimo quartetto scandinavo “pianoless” che trova nella quasi ossessiva cura del suono la chiave per equilibrare un repertorio in bilico fra improvvisazione e composizione. La loro esibizione è prevista alle ore 21.00. Una forte enfasi sull’interplay e l’equilibrio fra materiale scritto e improvvisato sono i tratti salienti della musica dei Fattigfolket, che nella loro lingua significa “gente povera”. Il quartetto presenta composizioni originali scritti da tutti i componenti, con influenze che spaziano dal jazz contemporaneo alle tradizioni musicali della Scandinavia e non solo. La formazione nasce a Copenhagen nel 2000 da un incontro fra i quattro elementi (Gunnar Halle, tromba, Hallvard Godal, sax/clarinetto, Putte Johander, contrabbasso, Ole Morten Sommer, batteria). Durante l’ultimo decennio, il quartetto ha suonato in Norvegia, Svezia, Danimarca, Francia, la Repubblica Cieca e la Germania, esibendosi in alcuni dei festival e locali più importanti europei. I concerti in programma nel corso della prima giornata saranno poi seguiti, dalle ore 22.30 in poi, da suggestive sessioni di improvvisazione presso il locale El Barrio Social Club, sempre nell’ottica tanto cara a Young Jazz di utilizzare ogni volta nuove location per i propri appuntamenti. “Ignition! Improv Sessions”, questo il titolo scelto per l’incontro musicale notturno, sarà un appuntamento caratterizzato da concerti estemporanei inediti fra i musicisti presenti alla rassegna. Questi saranno invitati a improvvisare liberamente davanti al pubblico in formazioni create per l’occasione. Ogni “band” avrà a disposizione circa 15 minuti, con risultati che saranno sicuramente più imprevedibili e sorprendenti di una classica jam session. Il legame tra Young Jazz ed il territorio sarà poi accentuato, come al solito, grazie ad un aperitivo-degustazione. Il “dinner break” sarà infatti a cura dell’Osteria Dodici Rondini in collaborazione con la cantina Scacciadiavoli e con la Strada del Sagrantino. La rassegna Young Jazz Countdown – patrocinata dal Comune di Foligno, dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia – andrà avanti anche il giorno successivo, sabato 5 gennaio, con altri appuntamenti sempre molto suggestivi e qualitativamente alti, visto che si continuerà a dare spazio a musicisti come il batterista Joao Lobo (Portogallo), il sassofonista Valerio Cosi (Italia) e gli inglesi BABs (James Allsopp, clarinetto basso, Olie Brice, contrabbasso, Alex Bonney, laptop processing).

 

Fattigfolket in Berlin, Hesperides Park by Hallvard Godal

 

PROGRAMMA RASSEGNA (4 e 5 gennaio)

Venerdì 4 gennaio  Auditorium Santa Caterina

ore 18.30 | Stefano Tamborrino (Italia) – “Solo un gioco” (Stefano Tamborrino – percussioni, oggetti, giocattoli)

ore 19.15 | Paul Roth (USA) (Paul Roth – sassofoni)

ore 20.00 >> ore 21.00  | youngjazz12rondini >> dinner break ( a cura dell’Osteria dodici rondini + cantina scacciadiavoli / strada del sagrantino)

ore 21.00 | Fattig Folket (Norvegia/Svezia) (Gunnar Halle – tromba // Hallvard Godal – sax/clarinetto // Putte Johander – contrabbasso // Ole Morten Sommer – batteria)

Ore 22.30 | IGNITION! >> improv sessions (C/0 el barrio social club)

 

Sabato 5 gennaio  Auditorium Santa Caterina

ore 18.30 | Joao Lobo (Portogallo) (Joao Lobo – batteria, percussioni)

ore 19.15 | Valerio Cosi (Italia) (Valerio Cosi – sassofono, moog, elettronica)

ore 20.00 >> ore 21.00  | youngjazz12rondini >> dinner break (a cura dell’Osteria dodici rondini + cantina raìna / strada del sagrantino)

ore 21.00 | BABs (Inghilterra) (James Allsopp – clarinetto basso // Olie Brice – contrabbasso // Alex Bonney – laptop processing)

ore 22.30 (IGNITION! >> improv sessions (C/0 el barrio social club)

 

Per info: www.youngjazz.it

 

LEAVE A REPLY

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.