Visitare Cortona: la regina della Valdichiana

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Salendo dalla Valdichiana Cortona appare maestosa e assolata: solo a vederla così infatti, da lontano, accende la curiosità di esplorare i suoi vicoli e le sue piazze incastonate sulla collina.

Prima di arrivare a visitare Cortona facciamo una piccola deviazione per ammirare la Basilica di Santa Margherita (XIII sec), costruita su una chiesetta dedicata a San Basilio. L’esterno e l’interno della costruzione sono rivestiti in marmo rosa e le tre navate dell’edificio vengono illuminate per merito di grandi rosoni.

Sulla strada che porta a Cortona, dopo un paio di chilometri di curve, si intravede la Chiesa di Santa Maria Nuova (XVI sec), iniziata dal Cristofanello e conclusa da Giorgio Vasari. La chiesa è impreziosita da una splendida cupola barocca seicentesca.

Visitare Cortona: Le Celle

Prima di addentrarci nelle vecchie mura etrusche di uno dei borghi più belli d’Italia, vale la pena proseguire per pochi chilometri, verso un luogo appartato e magico, di pace e meditazione: l’eremo Le Celle.

Varcare il suo portone d’ingresso significa entrare in una dimensione antica, di quiete e spiritualità. Nella riservatezza di questo piccolo angolo di Toscana si concentrano costruzioni curiose: un villaggio di tetti e finestrelle abbarbicato su una rupe, al di là di un torrente solcato da ponti di sasso.

L’eremo rappresenta un interessante capitolo della vita di San Francesco d’Assisi: infatti è qui che soggiornò dando vita a un itinerario apostolico e i natali a una piccola struttura conventuale.

Visitare Cortona: il centro storico del borgo

Ora siamo pronti per fare il nostro ingresso a Cortona. La città sorge al confine tra Toscana ed Umbria, in una posizione dominante e panoramica. Guardando in basso, da Piazza Garibaldi, si scorgono i terrazzamenti che scendono verso la Val di Chiana, distesa tra i suoi colori intensi; in fondo, sulla sinistra, si nota il lago Trasimeno.

Tutt’intorno profili di colline, edifici antichi e chiese: uno dei più caratteristici, emozionanti e suggestivi paesaggi toscani.

L’influsso etrusco è palpabile, guardandosi intorno sembra quasi di respirarlo e tornare indietro nel tempo. Furono gli Etruschi, nel IV secolo a.C., a costruire le imponenti mura che circondano la città per circa tre chilometri, le tombe nobiliari “a melone” e il monumentale altare funerario adornato da sfingi, esempio unico in Italia.

Cortona divenne una città potente grazie alla sua posizione strategica, che permetteva un ampio controllo dei territori.

Il centro storico ha il suo fulcro in Piazza della Repubblica, la piazza centrale, dove pulsa ancora oggi, come nel Medioevo, il cuore del borgo.

Anziani e ragazzi siedono sulle scalinate del Palazzo del Comune, leggendo e scambiandosi quattro chiacchiere. Qui si incrociano il cardo e il decumano, le strade che costituivano gli assi nord-sud ed est-ovest della Cortona di epoca romana.

Da questa piazza partono oggi vie piene di curiosi turisti di tutte le nazionalità, osterie caratteristiche, pizzerie, botteghe d’arte, d’antiquariato e palazzi storici. Le più frequentate sono via Nazionale, la strada dei negozi e dello “struscio”, e Piazza Signorelli, dove sorge l’omonimo Teatro e il MAEC, il museo dove viene custudito l’antico mondo degli Etruschi.

Visitare Cortona: i palazzi storici

Testimonianze etrusche e medievali si alternano a quelle rinascimentali e barocche: le troviamo nei tanti palazzi rinascimentali, un tempo dimore esclusive dei più facoltosi.

Le famiglie aristocratiche, divenute in seguito solide anche nelle cariche pubbliche, manifestarono dal Cinquecento fino a tutto il Settecento, la loro ricchezza e potenza edificando palazzi dalla ristrutturazione delle vecchie case, o creandoli ex novo. Tra i molti, tutti interessanti dal punto di vista storico ed architettonico, vi segnaliamo palazzo Quintani, palazzo Alfieri-Alticozzi e palazzo Tommasi-Fierli.

Siamo stati noi ad andare a cercarla, ma abbiamo avuto come l’impressione che fosse lei a cercare noi. Un sentore di pace ci pervade, sembra che il tempo si sia fermato. Paesaggio, arte, cultura, storia e moderna vitalità si fondono: questa è la sinergia che la Regina della Valdichiana riesce a creare con chiunque vada a visitarla.