DEPRESSIONE? LA TEORIA DELL’INVEROSIMILE, LA MIA CURA

Vi è mai capitato di affrontare un problema ricorrente? Vi è mai capitato di fare percorsi differenti, conoscere persone diverse da voi, iniziare relazioni, nuovi lavori e poi finire sempre lì?

Sì, ok… ma lì dove? Nel vortice dei pensieri intrappolati.

Un antica leggenda, che credo di essermi appena inventato, dice che ognuno di noi ha il suo demone interiore, che non ha né il volto e né il corpo di un diavolo qualunque, ma è rappresentato da un fardello, da un punto nero che ogni tanto cambia forma e assume le sembianze di un sorriso capovolto.

E, per quanto sia minuscolo e apparentemente innocuo, ritorna ogni qual volta la vostra mente si fermi a pensare. Non conosce tempo, non conosce spazio, lui c’è ed è presente in ogni istante di gioia e di dolore.
Vi stringe lo stomaco, vi blocca la gola, vi rende immobili ed impassibili, vi uccide lentamente, boicottando qualsiasi strategia di smantellamento.
Ed è come il buon proposito dell’anno che verrà.
Vi stimola a fare promosse al vostro destino, nutrendosi anche della vostra fantasia.
Vi sussurra parole che non potreste mai dire e, soprattutto, vi rende vittime sacrificali e vi abitua alla sconfitta come fosse il vostro pane quotidiano.

Se non vi è mai capitato, siete semplicemente fortunati o, probabilmente, vi state semplicemente accontentando di essere fuori dalla scena.
D’altronde, non tutte le persone vogliono capire. Già, non tutte le persone vogliono realizzarsi o scoprire cosa c’è là in cima, dopo la salita.

A qualcuno basta guardarla da lontano ed andare avanti con il pilota automatico, girare la chiave, accendere il motore e iniziare quella strada che ogni giorno lì porterà nel medesimo percorso di vita:

  • Sveglia
  • Colazione
  • Bagno
  • Lavoro
  • Pranzo
  • Lavoro
  • Cena
  • Letto

I più temerari aggiungeranno mano a mano qualche ingrediente per autoconvincersi di essere migliori.

  • Casa
  • Famiglia
  • Soldi

Ecco, queste persone rappresentano la nostra società e sono le stesse che godranno del vostro fardello. Solo loro vi giudicheranno e faranno di tutto per conoscervi, perché, essendo fuori dalla scena, non hanno una bella vita da raccontare. Allora cercheranno con astuzia e pragmatismo di carpire il vostro lato migliore. Copieranno le vostre idee, le stesse per cui eravate denigrati, e li utilizzeranno per scalare posizioni nei rapporti personali e professionali… Faranno di tutto per mantenere quella routine inutile di vita e ce la faranno, sempre.

A fare cosa?
A rimanere quello che sono: fotocopie.

Già, quel genere di persone lì, non hanno una passione che li contraddistingue. L’unica cosa diversa che hanno tra di loro sono il nome, cognome e l’età. Loro, hanno la consistenza di un foglio bianco, perfettamente intatto. E sono quelle che, alla prima sbaffatura sul foglio, sarebbero disposte a strapparlo e comprarne un altro nuovo, identico.

Sapete quali sono le uniche persone che soffrono di depressione? Le più intelligenti in assoluto.
Ed è per questo che mi rivolgo a voi. Perché se siete qui, mi avete cercato e significa che siete dotati di una chiave, la stessa che vi aiuterà ad aprire la mente e lasciare andare via quei pensieri intrappolati…
Ok, lo so che vi è uscito un sorriso sarcastico e che lo scetticismo aumenterà ancora di più quando leggerete la Teoria dell’Inverosimile, ma non sono io ad averlo detto, lo dice la storia. Già, più sei depresso e più sei intelligente. Più quel fardello è grande e maggiore è la possibilità che tu sia un GENIO.

LA TEORIA DELL’INVEROSIMILE.

  1. Fotografa il fardello nella mente. Dagli un nome. Prova a dipingerlo o a descriverlo.
  2. L’hai fatto? Ora immagina che sia un seme e coltivalo per davvero. Compra una coccia, se non ne hai già una. Prendi la terra, piantaci un seme, che sia un frutto o che sia un fiore, a te la scelta.
  3. Comincia a coltivarlo con cura. Già, devi prenderti cura del tuo fardello. Quindi, non devi fargli mancare nulla.
  4. Non avere alcun timore e soprattutto non lasciarlo appassire e, se sei fortemente depresso, è questo il momento di agire.
  5. Non parlare a nessuno del tuo fardello, lo devi proteggere da ogni forma di giudizio.
  6. Solo tu puoi interagire con lui, infatti ogni giorno che ti sentirai giù, andrai a parlargli. (sì, devi parlare con una pianta).
  7. Devi avere molta pazienza e devi imparare ad amarlo. Nessuna cosa vera nasce e muore in un istante.
  8. È cresciuto? No, dico veramente… è cresciuto a tal punto da diventare una pianta che si può sradicare? Se così fosse prendilo e portalo via con te. Lo devi fare soltanto se non vuoi privartene (hai capito bene, solo se NON VUOI: devi imparare a lasciare andare!). Dove? Non usare il pensiero per fare questo viaggio. Il posto giusto potrebbe essere nel bosco in cui andavi a passeggiare da bambino, oppure distante ore di macchina, nel primo luogo che ti ispira qualcosa.
  9. Pianta il tuo fardello, identificalo con qualcosa di indelebile, senza mancargli di rispetto, e lascialo libero di crescere altrove.
  10. L’hai fatto davvero? Devi essere un folle.

Avete capito bene. LA TEORIA DELL’INVEROSIMILE predilige la follia, la evoca, la venera a tal punto che nessun fardello riuscirà mai a smentirla.

Una volta realizzata questa splendida pazzia, che sia un seme o che sia un’altra vostra idea, la vostra vita cambierà. Raggiungerete la cima correndo in salita e troverete là in alto un panorama senza uguali.
Milioni di fardelli piantati e pensieri che ormai hanno le ali.
Già, non siete soli. Non lo siete mai stati… Ed è soltanto grazie al vostro sacrificio se quelle fotocopie hanno un esistenza. Non dimenticatelo…
È un talento che avete ereditato (già, un talento).
E, se lo guardate bene in faccia, quel fardello non è più un sorriso capovolto…