An Evening whit Manuel Agnelli al teatro Lyrick di Assisi

recensione, foto e video

Manuel Agnelli “è un improvvisatore nato che si eccita a dir la verità”.
Inizio da qui, da una strofa di una sua canzone, perché quel che mi è rimasto dentro dopo il concerto non è un “male di miele”, ma è proprio questo: il sapore inconfondibile della verità.Che a volte può fare pure male ma, quando ti arriva addosso, inevitabilmente lascia un profumo di libertà.An Evening Whit Manuel Agnelli al Lyrick non è stato un semplice concerto, semmai un vero e proprio incontro, dove il musicista milanese ha coinvolto il pubblico nel suo salotto privato d’emozioni.È stato un viaggio con la musica.
È stato un viaggio dentro la musica.
È stato un viaggio che non avevo mai fatto: un’esperienza unica che mi ha decisamente incantato!Le sue parole hanno fatto da cornice ad uno show indimenticabile: un limbo tra coscienza e sogno.
Atmosfere fiabesche meravigliosamente dipinte dal violino di Rodrigo D’Erasmo, polistrumentista e arrangiatore degli Afterhours.

Oltre ad alcuni grandi successi del repertorio della sua storica band (rivisitati in versione inedita), Manuel Agnelli ha chiamato in causa alcuni mostri sacri della musica interpretando cover dense di significato.

Due ore di musica “no stop”, intervallate egregiamente da alcuni reading letterari dove l’artista si è spogliato da ogni maschera coinvolgendo il pubblico nella sua più profonda intimità.

“È quello che sai che ti uccide o è quello che non sai?”

Già, “ci sono molti modi” per vivere il dolore.
C’è chi lo sopprime, chi lo affronta lasciandosi attraversare e chi lo frammenta in note per poi lasciarlo andare via con una melodia.
 
Manuel Agnelli ha confermato di essere un alchimista, un artigiano della parola e, con la musica, è riuscito a trasformare i sentimenti in elementi.
Forse il segreto è proprio questo, saper indossare il vuoto con classe.
Perché quando il dolore è più grande, poi non sentì più.
E per poterti sentir vivo, lo devi uccidere.

 

Non importa quando, non importa dove.
Semmai quanto, semmai come…

D’altronde, se c’è una cosa che è immorale è la banalità ma, questa, è solo un’altra verità che ricordavo! (Me l’hai insegnato tu…)