The Zen Circus e Johann Sebastian Punk all’Urban

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Johann Sebastian Punk

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Venerdì 9 gennaio |  Urban Club

Venerdì 9 gennaio torna Friday I’m in rock con il concerto dei Johann Sebastian Punk

Formatisi nel 2012 a Bologna da un’idea di Massimiliano Raffa, definito «nuovo genietto del pop» (Extra!), e lanciati da Enrico Ruggeri sul palco del MEI di Faenza l’anno seguente, gli Johann Sebastian Punk annoverano tra i propri membri il bassista Pino Potenziometri (Simone Aiello), il tastierista Johnny Scotch (Giandomenico Zeppa) e il batterista Albrecht Kaufmann (Lorenzo Boccedi). Nel 2014 hanno pubblicato l’album d’esordio “More Lovely and More Temperate” (per SRI Productions di Daniele Calandra e Beatrice Anolini, edizioni Irma Records, distribuito da Audioglobe e Digitalea), accolto dalla critica come una dei migliori debutti italiani degli ultimi vent’anni. Primo finalista in lingua inglese alla Targa Tenco per la “miglior opera prima”, l’album è stato definito «sbalorditivo per un esordiente» (Blow Up), «disorientante, folle, personalissimo, al di là di ogni possibile classificazione» (Rolling Stone) e in grado di «destrutturare e centrifugare l’impossibile in un folle disegno avvenieristico-retrò» (Rumore). Sovrabbondante ed esagerato, è un album capace di «abolire la mediocrità, rifiutare la moderazione, e riportare sotto mentite spoglie nella testa del pubblico l’antico fuoco che animò il rock’n roll» (Ondarock) che «se pubblicato in qualsiasi altro paese del mondo avrebbe fatto gridare al capolavoro» (Mescalina).

Dal vivo la band accentua i toni musicali e teatrali, offrendo un potente e cabarettistico spettacolo in cui il progressive incontra il punk, la psichedelia incontra il noise e dove le regole della musica pop vengono sovvertite in un estenuante rito orgiastico. E’ in corso il tour della stagione autunno-inverno, iniziato con un live negli studi di Radio Uno Rai.

Aftershow by Fab. & Fooly A.K.A. Tobacco brothers

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Sabato 10 gennaio...  torna Urban calling  Urban Club

Sabato 10 gennaio torna Urban calling, il sabato dedicato al meglio della musica alternativa italiana. On stage The Zen circus, in versione semi-quasi-acustica per il loro busking tour. Tour speciale per gli Zen Circus, in cui il gruppo ripropone il suo repertorio pescando sia dai primi dischi che dalle produzioni più recenti e usando strumenti acustici e un set di percussioni particolare. Non aspettatevi un concerto unplugged da toni e atmosfere pacate, però: se cambia la strumentazione tutto il resto è infatti puro Circo Zen!

 

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CANZONI CONTRO LA NATURA

Data di uscita: 21 Gennaio 2014

La Tempesta Dischi

“Canzoni contro la natura” è l’ottavo album in studio degli Zen Circus, il terzo interamente in lingua italiana. La band toscana aveva annunciato più volte che si sarebbe presa un periodo “sabbatico” e così è stato per tutto il 2013: nessun concerto durante quest’anno eccezion fatta per i progetti solisti del cantante Appino e del batterista Karim Qqru. L’album esce come sempre per la Tempesta Dischi.

In merito alla produzione dell’album gli Zen dichiarano:“Canzoni contro la natura” è un disco che ci rappresenta al 100%. Non c’è stato nessun produttore e nessun fonico a seguirci, per la prima volta abbiamo deciso di occuparci in prima persona di ogni fase della sua realizzazione. Il nostro obiettivo era inscatolare nella maniera più fedele possibile l’energia e la naturalezza che si respirano a pieni polmoni nei nostri live e che purtroppo raramente abbiamo ritrovato nei nostri dischi. Il risultato lo troviamo davvero esaltante, di gran lunga la cosa più energica e vicina ad un nostro concerto che abbiamo mai messo su album”.

Energia quindi. Quella stessa energia che nel corso degli anni ha fatto degli Zen Circus una delle band più credibili e seguite del panorama rock italiano. Un disco pieno contrasti: Dalla psichedelia visionaria di un dio che si manifesta sotto forma di pianta in “albero di tiglio” alla title track dove un “cameo” del grande poeta Giuseppe Ungaretti ci ricorda che “tutti gli uomini sono anormali, contro natura”, fino alla poesia realistica e urticante di “Viva” dove gli Zen cantano “Io lo so che sono in crisi, senza leggere i giornali, sono in crisi da una vita, forse è la mia natura, anzi penso vivamente che sia proprio una fortuna” brano che apre il disco e manifesto di un inquietudine, di una sensibilità “altra” che sfocia poi nella rabbia del finale dove vengono elencati uno ad uno tutti i “Viva!” urlati a squarciagola dagli Italiani, nessuno escluso. Italia che non è più al centro della narrativa come era accaduto con “Andate tutti affanculo” o “Nati per subire”: la band pisana canta di qui e ora come ha sempre fatto, ma questa volta usa la realtà intorno a noi per analizzare l’eterno scontro fra natura umana e madre natura.

 

Aftershow by Lukaos & Tore

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