Captain Marvel: La Recensione del Film sulla prima eroina Marvel

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Un tuffo negli anni ’90 alla scoperta dell’eroina tutta al femminile interpretata da Brie Larson

Il personaggio interpretato dal premio Oscar Brie Larson non vuole limitarsi ad essere una risposta alla Wonder Woman della DC Comics, ma intende costruirsi un’identità solida e ben definita. Marvel riesce nel suo intento attraverso la costruzione di un’eroina dai poteri straordinari ma capace di non perdere mai la sua umanità. Il film ci mostra come Carol Denvers, fin da bambina, si sia vista sbattere le porte in faccia e “limitare” da una società prettamente maschile, ancora impreparata ad accettare la figura della donna al pari di quella dell’uomo. Nonostante le cadute la nostra protagonista non ha mai mostrato cenni di cedimento ma si è sempre rialzata con orgoglio e caparbietà, mostrando un’incredibile forza interiore.

“Vers”, Fury e il Gatto Goose: La Trama (Senza Spoiler)

Captain Marvel rappresenta un tassello fondamentale per il Marvel Cinematic Universe, oltre ad essere un film autonomo sul personaggio di Carol Denvers ci serve per comprendere le dinamiche che porteranno all’uscita del tanto atteso Avengers: Endgame, il gran finale della “fase tre” della “Casa delle Idee”.  

Il film è ambientato a metà degli anni ’90, prima che i vari Iron Man, Thor e gli altri Avengers facessero capolino sul grande schermo. Seguiamo le vicende di “Vers” (Brie Larson), giunta sulla Terra nel contesto di una guerra galattica che vede protagoniste due razze opposte: gli Skrull e i Kree. La ragazza, non ancora consapevole del suo reale potenziale, ha memoria soltanto degli ultimi sei anni: dopo un incidente si è risvegliata su un pianeta alieno senza sapere nulla del proprio passato, unendosi dalla parte dei Kree nella battaglia contro gli Skrull capitanati dal generale Talos (Ben Mendelsohn). Ad aiutarla nell’addestramento c’è il suo mentore, Yon- Rogg, interpretato da un Jude Law ormai avvezzo ad impersonare ruoli dalle sfumature un pò dark. Compagno di Vers in quest’avventura sarà Nick Fury (un Samuel L. Jackson ringiovanito dalla computer grafica) con cui instaurerà sin da subito una perfetta alchimia regalando scene dallo humor tipicamente “Marveliano”. In tutto questo calderone di eventi si inserirà un ospite d’eccezione: l’adorabile gatto Goose, che ha fatto impazzire i fan Marvel e che nasconde più di una sorpresa (che non intendiamo rovinare).

Pro e Contro: Le nostre Conclusioni

Se da una parte vediamo un’ottima caratterizzazione dei personaggi, su tutti quello di Carol Denvers, e un messaggio forte da veicolare al pubblico, dall’altra ci sono alcuni difetti che impediscono al film di entrare nella “Greatest Hits” del Marvel Cinematic Universe. Il primo, forse il più evidente, è una trama che stenta a decollare con una narrazione che cade nel classico “compitino” scolastico. La prima parte del film risulta molto lenta e condita da scene d’azione fiacche e al di sotto di quello che i precedenti Cinecomics ci hanno abituato a vedere. Anche il plot twist nella seconda parte del film provoca un effetto “Déjà vu” facendo cadere la pellicola in una sorta di buonismo scontato. Un piccolo appunto lo riserviamo anche agli effetti speciali: le orecchie in gomma degli Skrull in certi primi piani “oscillano” a causa della loro elasticità, offrendo un effetto poco naturale e facendo uscire qualche buon sorriso al pubblico più attento. In sostanza un film dal potenziale alto, altissimo anzi, ma non sfruttato al 100%, peccato. 

Chiudiamo con un ringraziamento speciale a Stan Lee: a lui è riservata l’ultima versione dell’intro della Marvel e che ha suscitato in tutti noi una grande emozione.