I Verdena, The KVB e Megaphon all’Urban

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presenta

THE KVB

opening MEGAPHON

Venerdì 17 aprile

Verdena

Sabato 18 aprile

The Kvb

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The KVB - Never Enough

Megaphon

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The Kvb

Venerdì 17 aprile |  Urban Club

Venerdì 17 aprile Friday I’m in rock presenta uno dei concerti evento dell’anno:

THE KVB

Una miscela di shoegaze ed elettronica minimalista, questo è il sound delicato ed effimero dei KVB. Il duo made in Uk nasce nel 2010 dalle menti di Nicholas Wood e Kat Day, e debutta con una serie di vinili e cassette, prima del lancio del full-lenght “Always Then”nel 2012.

Seguono altri due LP ” Immaterial Visions” and “Minus One” nel 2013, e nel 2014 arrriva la collaborazione con Joe Dilworth, il batterista degli Stereolab, con il quale registrano un nuovo ep “Out of Body”, prodotto da Anton Newcombe (Brian Jonestown Massacre). Il 2015 riserva per loro una nuova uscita sul mercato discografico, “Mirror Being”, il quarto LP, uscirà a Giugno su Invada Records Uk.

Opening Act

MEGAPHON

I Megaphon si formano nell’estate 2007 a Perugia. Al debutto presenteranno le prime cover, tra le quali “i wanna be your dog” (Stooges), “vicious” (Lou Reed) e “paranoid” (Black Sabbath). Il gruppo continua a suonare cover di stampo spiccatamente garage, inizia a comporre i primi inediti arrivando al debutto ufficiale nel Luglio del 2008, nella festa del proprio quartiere.(S. Erminio). Questa performance apre loro le porte ad una lunga serie di live nel capoluogo Umbro tra i quali ricordiamo l’Urban e il Rockin Umbria…I Megaphon continuano a “rockeggiare nel mondo libero” (Keep on rockin’ in the free world)!!!

AFTERSHOW BY FAB. – FOOLY – GIOV

Verdena

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Verdena - Un po' esageri

Verdena

Sabato 18 aprile  |  Urban Club

Sabato 18 aprile Urban calling presenta il concerto di una delle band più amate e seguite del panorama underground italiano. Un gruppo che, da sempre, riesce ad ammaliare il proprio pubblico con sonorità che riescono ad innovarsi di album in album, lasciando gli ascoltatori stupiti, ma alla fine sempre conquistati.

On stage i Verdena che, nel tour di aprile, tornano nella dimensione del club che poi è quella che la band bergamasca da sempre preferisce. Locali più piccoli e più intimi, più a contatto col pubblico.

Stipulare idee, sorridere agli dei, captare bisogni immobili. E‘ un casino ormai. Faccio come il nevischio, non cambierò mai di stile.
Un nuovo disco dei Verdena è sempre un movimento, una ricerca, una via di fuga dalla prevedibilità. Se WOW era un’esclamazione quasi categorica, anche se piena di rifrazioni, qui sono i sussurri e le grida, mica solo vocali, a fare da miccia agli incendi di ogni brano. Il brio del risveglio si contrappone al sonno della decadenza. La lotta, magari disillusa, all’accettazione di tutto quello che capita. I Verdena non abbandonano il loro modo di fare e intendere la musica: lo testimoniano ancora una volta le parole, che non sono mai state così amalgamate ai suoni, al punto da rendere la voce, a tutti gli effetti, uno strumento completo, che non scivola più di lato, ma resta spesso al centro della scena sonora.

Endkadenz Vol.1 è un viaggio in cui ogni nota, ogni inflessione del canto e ogni deviazione si accompagnano senza sovrapporsi: il Nevischio che impasta i pensieri e i sentimenti apre, improvvisamente, la porta a un intreccio in cui l’elettrico, l’acustico, la sovrapposizione e la rarefazione sono messe lì, fianco a fianco, con effetti incandescenti. Non ci sono preminenze, fra la batteria, il basso, la chitarra, tutti gli strumenti che vengono utilizzati perché una canzone suoni bene: conta, decisamente, la coralità.

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Apocalittico magari – lo mostrano bene il tono di Rilievo e i suoi ricami vocali sciamanici, la malinconia dei sensi di Diluvio, che diventa malinconia delle forme, le pulsazioni di Derek –, ma tutt’altro che disintegrato. Nel battito in dissolvenza di Vivere di Conseguenza, nelle circospezioni soniche di Alieni fra di noi, nell’eleganza, tutt’altro che ruvida, di Contro la Ragione ci sono anche i semi del cambiamento, rispetto a quelle che sono le strade percorse fino ad ora da Alberto, Luca e Roberta. Nessuna rivoluzione – e perché mai si dovrebbe rivoluzionare un percorso già di per sé così ostinatamente ricco e vasto? –, ma un deciso affinamento verso un orizzonte sempre più ipnotico malinconico e corrosivo, se serve. L’inno del Perdersi sottolinea questo nuovo equilibrio, fuori dagli schemi troppo rigidi e dai riferimenti troppo obbligati di molti altri. Il futuro magari non è radioso (vedi Funeralus che comunque apre la porta a suggestioni, di nuovo, profonde, inattese), ma i Verdena lo canteranno ancora, nel modo migliore: non per sfida, ma semplicemente per attitudine.

Siete liberi di non essere d‘accordo o viceversa.

Guarda il video di “Un po’ esageri”:
https://www.youtube.com/watch?v=r6RxxYqQgHg

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A seguire dj set by Matt Brown e Magamagò